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Ieri mattina Emma, materializzandosi nella mia cucina come in una pessima sceneggiatura da film di fantascienza, bevendo caffè dalla mia tazza preferita, mi ha chiesto a bruciapelo:
-Com’è che non parli mai di lui?
Con un cenno pronunciato della testa ha indicato la stanza alla sua sinistra.
-Cioè, ho capito che sei una persona piuttosto riservata, eh. Però non ne parli proprio mai.
Questa ragazza ha una tendenza al melodramma che in confronto Jane Campion è una buontempona, ho pensato.

Il punto è che non ho mai vissuto la convivenza con l’aria di chi ha vinto una crociera al concorso a premi della farmacia (so che questo è possibile: oggi hanno interrotto il Giro d’Italia con una pubblicità che dava istruzioni piuttosto precise a riguardo). Non ho mai pensato che questo mi permettesse di andare in giro con l’aria sollevata di chi l’ha scampata bella, che ancora pochi anni e “non ti resta altro da fare se non collezionare gatti e fili di perle”.

Non ho mai creduto all’incontro tra anime gemelle, che ridono nello stesso preciso momento davanti a una commedia che nessun altro sembra comprendere. Non ho mai sognato un vestito bianco, una carrozza che diventa ortaggio e (Jane Austen mi possa perdonare) i tramonti mi annoiano da morire. Certo questo, con Emma, è meglio tacerlo. Se non bastasse il suo nome a renderla una discendente onoraria della famiglia Woodhouse, la conoscerei comunque abbastanza da sapere che una risposta sincera, in questo caso, sarebbe una risposta sbagliata.

2 bis

Le ho chiesto se ricordava quella canzone dei Beatles dove lei dice e lui dice no e lei dice addio e lui dice ciao. Ecco, le ho detto: più o meno questa è la mia storia. Io dico andiamo a correre, lui dice restiamo sul divano. Io dico Ikea, lui dice mobilificio trentino. Io dico Dublino, lui dice Parigi. Io dico insalata, lui dice alici fritte. Lei mi ha guardato con l’aria di chi aspetta di sentirsi dire che è su Candid Camera. Le ho sorriso e le ho detto che niente di tutto questo ha importanza. Perché finché lo si vuole fare insieme, allora si può fare un giro in bicicletta, si può comprare una scrivania alla Maison du Monde, si può prenotare una vacanza a Barcellona e, naturalmente, si possono preparare alici gratinate al forno. Non si sa mai, potremmo persino scoprire di preferirle a quelle fritte.

Alici gratinate al forno

Ingredienti
500 g di alici, 200 g di pangrattato, 1 limone biologico non trattato, 1 spicchio d’aglio, prezzemolo, olio extravergine d’oliva, sale e pepe

Preparazione
Pulisci le alici eliminando la testa e la lisca centrale, sciacquale molto bene sotto l’acqua corrente e mettile ad asciugare su un panno, aperte a metà. Nel frattempo prepara un trito con prezzemolo fresco e aglio e aggiungilo al pangrattato, mescolando accuratamente, con un po’ di sale, pepe, la buccia del limone grattugiata e un filo d’olio. Prendi una pirofila e rivestila con carta da forno: passa le alici nella panure appena preparata e disponile su un unico strato. Versa la panatura rimasta sopra le alici e mettile in forno preriscaldato a 200°C, nel ripiano più alto, per 10-15 minuti, finché la superficie non risulterà dorata e croccante. Servile immediatamente ancora calde e profumate.

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about Daniela

Mi definiscono una salutista seriale. Se dovessi definirmi in tre punti direi: pilates, consigli della nonna, design Ikea. Se potessi aggiungerne un quarto sarebbe l'Irlanda. Abito in Via delle Ortiche 23, primo piano, appartamento a nord.

6 comments
  1. Laura says:

    Siete esilaranti!Vi leggo da sempre ma non ho mai il tempo di incontrare una tastiera per scrivervelo: COMPLIMENTI, io se potessi mi trasferirei di corsa nel vostro condominio!A presto Laura

  2. Nicol says:

    Mi catapulto qui e leggo il post, mi fai sorridere di nascosto dietro allo schermo del pc al lavoro.
    Adoro il tuo modo di scrivere e le foto: bellissime!
    Arrivare qui è stato un vero piacere, a presto!

    • Carlotta Fiore says:

      Grazie Nicol! È un’immagine meravigliosa, quella di te che ridi dietro il pc 🙂 Ti mando un abbraccio, a presto!

  3. Antonella Pagliaroli says:

    Vi leggo sempre sempre, siete diventati uno dei miei blog preferiti anche non lascio mai un segno del mio passaggio (bella stron*a!)…oggi però non potevo non farlo, mi sono rivista tantissimo nelle parole di Daniela (allora c’è qualcun altro al mondo che potrebbe capire!!) e ho riso più del solito 🙂 E poi per le alici gratinate stravedo 😉
    Siete troppo troppo brave, sappiatelo!

    • Carlotta Fiore says:

      Grazie Antonella, ricevere questo segno del tuo passaggio è un piacere enorme 😉 Un abbraccio!!!

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