Prima o poi arriva e bisogna essere pronte. Prima o poi arriva il giorno in cui, senza preavviso, né grazia, né dolcezza, agli occhi e alla voce del mondo da signorina si passa a signora. Non c’è da illudersi che dipenda da un anello al dito o dall’abbandono delle t-shirt che inneggiano ai Pearl Jam, non c’è da pensare che sia un passaggio lento e graduale. Non lo è. È un momento, esatto e preciso, dopo di che niente è più come prima. Un bambino ti lascia controvoglia il posto sull’autobus? Bam! Un ragazzino ti insegue per una strada del centro chiedendoti una sigaretta? Bam! Una ragazza che avrà sì e no due anni meno di te, ti guarda e gentilmente domanda “scusi signora, saprebbe dirmi l’ora?” Bam! Niente, vi assicuro, è più come prima.

Ora, mentre il tuo fidanzato/compagno/marito assume il fascino che gli uomini acquistano con l’età, tu dovrai restare a dieta un mese per liberarti di quel mezzo chilo che solo cinque anni fa avresti perso solo camminando fino alla macchina. E tutto perché quello stupido bambino non è stato in grado di rimanere seduto al suo posto.

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-Forse doveva scendere- ha commentato Emma con l’ottimismo di chi ha appena compiuto trent’anni.
-Non doveva scendere. È sceso cinque fermate dopo.
-Le hai contate?
Certo che le ho contate. Quando qualcuno ti chiama signora: è allora che inizi a contare le fermate.

Il fatto è che ad ogni signora, quello che vedo è una donna con i capelli bianchi avvolta nella sua vestaglia a fiori che se ne va in giro per il giardino nascondendo il Bourbon in una tazza di ceramica. Mentre nella mia testa sono poco più di un’undicenne con i codini che prende lezioni di ginnastica artistica il martedì e il venerdì.

L’aver mangiato come se non ci fosse un domani per tutte le feste natalizie, chiaro, non aiuta. Non aiuta aver mentalmente stilato una lista di buoni propositi che non ho (che nessuno mai ha) voglia, né intenzione di rispettare. So benissimo che quest’anno non tornerò ad essere una taglia 38, che non andrò ad ogni singola lezione di pilates per cui avrò pagato, so che non leggerò Infinite Jest fino alla fine e non imparerò il tedesco. Eppure, come ogni anno, barrette punitive ai cereali a sostituire il pranzo, abbonamento total-senior-deluxe in palestra e, come ogni anno:

“ANNO DI GLAD

Siedo in un ufficio, circondato da teste e corpi. La mia postura segue consciamente la forma della sedia. Sono in una stanza fredda nel reparto Amministrazione dell’Università, dei Remington sono appesi alle pareti rivestite di legno, i doppi vetri ci proteggono dal caldo novembrino e ci isolano dai rumori Amministrativi che vengono dall’area reception, dove poco fa siamo stati accolti lo zio Charles, il Sig. deLint e io.

Sono qui dentro.”

E se invece fosse questa, la volta buona?

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Barrette ai cereali e frutta

Ingredienti per 16 barrette
350 g di fiocchi d’avena, 30 g di cocco in scaglie, 20 g di nocciole italiane, 15 g di cereali soffiati, 15 g di pistacchi non tostati e non salati, 30 g di semi di sesamo, 30 g di semi di girasole, 50 g di frutta secca a pezzetti (albicocche, uvetta, fichi, datteri, banane essiccate), 180 g di miele d’acacia, 50 g di zucchero di canna, 2 cucchiai di olio d’oliva (non extravergine)

Preparazione
Scalda il forno a 130°C e fodera una teglia rettangolare con la carta da forno. Trita le nocciole e i pistacchi mettili in una terrina insieme ai fiocchi d’avena, ai cereali soffiati, al cocco, ai semi di sesamo e di girasole e alla frutta secca tagliata in piccoli pezzi. Poi metti il miele con lo zucchero e l’olio in una piccola casseruola e fai scaldare a fuoco medio, continuando a mescolare, finché lo zucchero non si sarà sciolto completamente senza bollire. Versa la miscela a filo nella terrina con gli altri ingredienti e mescola con energia, amalgamando il composto con un cucchiaio fino a quando non risulta omogeneo. Prendi il composto e versalo nello stampo: stendilo molto bene e livellalo più che puoi. Cuocilo per 50 minuti a 130°C, dovrà risultare dorato in superficie. Togli il composto dal forno e taglialo in barrette mentre è ancora caldo. Usa un coltello liscio e affilato e incidi delicatamente per evitare che le barrette si rompano. Aspetta che si raffreddino completamente prima di mangiarle.
Potrai conservarle in un luogo fresco, all’interno di un contenitore ermetico, oppure protette da una pellicola.

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about Daniela

Mi definiscono una salutista seriale. Se dovessi definirmi in tre punti direi: pilates, consigli della nonna, design Ikea. Se potessi aggiungerne un quarto sarebbe l'Irlanda. Abito in Via delle Ortiche 23, primo piano, appartamento a nord.

6 comments
  1. Sonja says:

    Autoconvincendosi di essere giovani e spensierate dentro… queste barrette sostitutive pasto sono eccezzionali e salutari! Le metto sicuramente nella lista delle ricette da provare!

  2. Erica Di Paolo says:

    Parte del “club delle signore” sorrido al tuo racconto. Mi piace come scrivi, mi piace quello che proponi e…. ti seguo e ti seguirò con piacere. Favolose queste barrette ^_^

  3. Valentina says:

    Ragazze il vostro blog è qualcosa di indescrivibile! Riuscite ad esprimere e comunicare tutta la passione che avete per la cucina, la scrittura e per la fotografia in ogni singolo post. Da una semplice immagine si sprigionano odori, colori, luci ombre e con una buona immaginazione si potrebbero sentire anche i rumori!
    C’è una certa magia in questa pagina che non si può spiegare.. è tutto al posto giusto. Complimenti!
    Con il vostro blog ho trovato esattamente quel tipo di ispirazione che cercavo (che nella maggior parte dei blog di cucina italiani è difficile trovare, in quanto ad “atmosfera” intendo).

    Vi auguro una buona giornata 🙂

    • Carlotta Fiore says:

      Grazie mille Valentina! Siamo molto felici di ricevere questo tuo commento, che è davvero il più bello che tu potessi farci! Un abbraccio! Buona giornata 🙂

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