Fra qualche giorno è Natale e io generalmente mi concentro su due cose: la cucina e la ricerca del racconto di Natale perfetto da regalare.

Generalmente cucino io per tutta la mia famiglia, durante le feste natalizie. Siccome l’anno scorso mia madre non ha apprezzato, chissà perché, che io avessi ordinato dal Canada un bancale di aragoste imperiali, che ho fatto scaricare con un container frigo nel suo giardino, da cucinare per la Vigilia, quest’anno mi ha imposto un limite sul menù e quindi preparerò solo l’antipasto. Quanta poca fede in un periodo dell’anno come questo, no?

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Così ho pensato di concentrarmi sul salmone! Due settimane fa mi hanno consegnato un bell’esemplare norvegese cresciuto selvaggio nei fiordi: l’ho affumicato in cantina, con aghi di pino e legno di melo. Sì, in effetti, ora le cantine sono un po’ annerite e l’amministratore non ha gradito, ma il salmone è diventato davvero incredibile.

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Mentre aspetto la lunga e diabolica marinatura con il miele che ho escogitato, mi concentro sull’altra imprescindibile cosa da fare. Non importa dove si è o dove si va, non importa se non si crede più da tanto tempo all’esistenza di Babbo Natale, renne e compagnia bella (che comunque è ancora da verificare eh se poi non esiste per davvero…), non importa chi va e chi viene nella propria vita, ma a Natale un racconto da leggere vicino all’albero, con gli amici, con la famiglia o con chi si vuole, non deve mai mancare, ha ragione Lidia. Che in altre parole vuol dire che per far rimanere la fantasia dov’è sempre stata, in quel bambino con le mani sporche di marmellata che è sempre seduto nello stesso posto dentro di noi, forse basta leggere un racconto al momento giusto, quando tutto il mondo intorno è pieno di magia.

Quest’anno nella cassetta della posta delle ragazze del condominio metterò il racconto di Natale di Truman Capote, perché parla di amicizia e sogni che non finiscono. Ed è perfetto così.

“Arrivederci, tra pochi minuti, quando scenderò sulla Terra e suonerò alla porta della cucina. Firmato il tuo affezionato BABBO NATALE che ogni tanto viene chiamato Uomo della Luna.” Mark Twain

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P.s. I blinis al salmone sono uno dei piatti tipici russi più famosi: spesso gustati con il caviale, sono molto simili alle crespelle e ai pancake, si differenziano per l’utilizzo di farina di grano saraceno, per la lievitazione necessaria e per l’aggiunta di albumi montati a neve per rendere più soffice l’impasto. I blinis più famosi? Quelli di Checov, senza ombra di dubbio!
P.p.s. Vuoi leggere il racconto di Truman Capote alla sera di Natale? Scaricalo qui.

Blinis con salmone affumicato e panna acida

Ingredienti
400 g di latte intero, 240 g di farina bianca “00”, 200 g di panna acida, 60 g di farina di grano saraceno, 20 g di lievito madre in polvere, 8-10 fette di salmone affumicato, 2 uova, 2 lime, 1 pompelmo rosa, 1 arancia, erba cipollina, burro, miele, zucchero, olio extravergine d’oliva, sale e pepe nero

Preparazione
Sciogli il lievito con un paio di cucchiaini di latte tiepido insieme a un cucchiaino di zucchero e mescola, finché non saranno completamente sciolti. Setaccia le due farine e mescolale, con un pizzico di sale, in una ciotola. Aggiungi, poi, i tuorli delle uova sbattute (tieni da parte gli albumi), il lievito con lo zucchero sciolti e il latte rimasto: con una frusta prepara quindi una pastella, molto ben amalgamata e liscia. Copri il composto con la pellicola e lascialo riposare un’oretta. Nel frattempo metti a marinare il salmone affumicato in un’emulsione ottenuta sbattendo con energia il succo di un lime, mezza arancia e mezzo pompelmo con un cucchiaino di miele, olio, sale, pepe e un po’ di erba cipollina tritata. Aggiungi, poi, alla pastella gli albumi delle uova montati con un pizzico di sale amalgamandoli con attenzione, mescolando con un cucchiaio di legno sempre per lo stesso verso. Scalda una padella antiaderente piccola a fuoco medio e ungila con il burro, senza farlo bruciare. Versa un mestolino di pastella nella padella e lascia cuocere il bliny per un minuto: quando inizia a gonfiarsi e sulla superficie si formano delle bollicine, giralo e lascialo cuocere un altro minuto, finché non risulterà dorato. Servi i blinis con una quenelle di panna acida, il salmone affumicato marinato guarnito con la stessa emulsione della marinatura preparata sul momento con il succo del lime, mezzo pompelmo e mezza arancia rimasti, miele, olio sale e pepe. Decora il piatto con qualche filo di erba cipollina, qualche semino di papavero e, se ti piace, qualche chicco di melograno.

Abbinamento consigliato: un meraviglioso e raro Champagne rosé de Saignée da Pinot Nero che viene prodotto da due sole parcelle nel vigneto Les Rachais nel Massif de Saint Thierry di Francis Boulard, coltivato in biodinamica: seguendo il calendario lunare, senza l’uso di diserbanti o prodotti di sintesi. La Maison Francis Boulard prepara champagne eccezionali, in maniera naturale e in quantità abbastanza limitate e questo, Les Rachais, è uno dei vini più pregiati e particolari. Vinificato in piccole botti di quercia, è uno champagne elegante, strutturato, denso, fresco, minerale. Da portare nell’anno nuovo.

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about Laura

Dicono che io sia una foodie esperta, musicofila e librofila, irrimediabilmente affetta dalla sindrome della tuttologia. Se la vita fosse una selezione di categorie, mi collocherei in quella degli "smanettoni". Moderatamente nerd, talvolta mi convinco di essere la reincarnazione di Carême. Abito in Via delle Ortiche 23, primo piano, appartamento a est.

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