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È così che funziona: dopo aver passato metà della notte a guardare un network con programmi che parlano unicamente di food, ti svegli immaginando cosa faresti con quel filetto o con quell’introvabile ingrediente vietnamita, come griglieresti quell’aragosta pescata nel Maine o quale tecnica di cottura si intona meglio con il tuo pigiama, come raggiungere la Normandia e seguire la migrazione delle cozze e delle ostriche e soprattutto dove andare a comprare l’arsenale di attrezzi che ti occorrerà per preparare quel piatto con il quale passerai le tue successive 12 ore della giornata.

Come la potremmo definire, la mia? Una fissazione dell’alimento totalitario? Forse sĂŹ…
Ho il feticcio dell’assaggio, dell’abbinamento compulsivo, dell’esperienza sensoriale e del gusto creativo. Quasi un istinto primitivo: l’irrefrenabile necessità di seguire il tuo sesto senso culinario in ogni ristorante, trattoria, sagra o fiera tradizionale da quella dell’anguilla a quella della porchetta di Ariccia. La terribile tentazione delle bancarelle gastronomiche!

Siccome l’esigenza è figlia della giornata, se mi sveglio con una voglia incredibile di mangiare qualcosa, devo cercare di raggiungere l’obiettivo, giusto?

Quindi, considerato il fatto che le costine di alligatore, per ovvi motivi di importazione, non posso prepararle e nemmeno il gelato alle fave di Tonka venezuelane, ci riprovo con la terza voglia: acciughe del Cantabrico.

Quando ti trovi in mezzo a un gruppo di persone che al tuo accenno: “Ottime queste Alici del Cantabrico”, ti guardano, con un mezzo sorriso, e ti dicono “Bè, vabbè, sono acciughe…”. Le cose sono solo due.

La prima: capisci che non le conoscono e tenti di colmare, per fortuna, la grave lacuna intrattenendoli per due ore sulle qualità organolettiche di quelle “acciughe”.
La seconda: ci prepari una pasta gourmet il giorno dopo.

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P.s. Le fave di Tonka sono i semi essiccati dei frutti di una pianta tropicale del Sud America che hanno un profumo inebriante di mandorla, vaniglia e cannella. Da usare con parsimonia: è una spezia fortissima.
P.p.s. Le alici del Mar Cantabrico vengono conservate sotto sale e sono caratterizzate da un tipico e intenso gusto marino: hanno una carne ricca e succosa che in Primavera, quando iniziano a salire in superficie per alimentarsi e riprodursi, raggiunge altissimi livelli di bontĂ .

Spaghetti con acciughe del Cantabrico, pangrattato e finocchietto profumato al limone

Ingredienti
350 g di spaghetti (o bucatini), 160 g di mollica di pane (tipo pugliese), 6 filetti di acciughe del Cantabrico (dissalate), 1 scalogno, 1 spicchio d’aglio, 1 limone non trattato, finocchietto fresco, olio extravergine d’oliva, peperoncino, sale

Preparazione
Metti dell’acqua in una pentola capiente e porta a ebollizione. In una padella a parte, con un filo d’olio, fai rosolare lo scalogno e le acciughe tritate con un po’ di peperoncino finchĂŠ non saranno completamente sfaldati. Nel frattempo, sbriciola finemente la mollica di pane, anche con il mixer se preferisci, e falla rosolare in un’altra padella con un filo d’olio e lo spicchio d’aglio schiacciato: quando sarĂ  diventata dorata e croccante aggiungi il finocchietto tritato, un pizzico di sale e spegni il fuoco. Fai poi cuocere gli spaghetti e scolali al dente. Condisci gli spaghetti con il composto alle acciughe e falli saltare molto velocemente, con la buccia grattugiata del limone, nella padella con le briciole di pane croccanti e servi.

Abbinamento consigliato: un “brut nature” dalla salinità ammiccante e sapori e profumi inebrianti, Prosecco di Valdobbiadene DOC Casa Coste Piane Santo Stefano.

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about Laura

Dicono che io sia una foodie esperta, musicofila e librofila, irrimediabilmente affetta dalla sindrome della tuttologia. Se la vita fosse una selezione di categorie, mi collocherei in quella degli "smanettoni". Moderatamente nerd, talvolta mi convinco di essere la reincarnazione di CarĂŞme. Abito in Via delle Ortiche 23, primo piano, appartamento a est.

4 comments
  1. emanuela says:

    Buone e ricetta semplice x gustare le acciughe. Avete mai provato le acciughe di Sciacca pescate in zona? Provatelo e vi accorgerete che le nostre italiche acciughe non hanno niente di meno che quelle atlantiche. Sapendo che il mar Mediterraneo è piÚ sapido

    • Federica Pasqualetti says:

      Ciao Emanuela, grazie mille, siamo molto felici che la ricetta ti piaccia! Si, le acciughe italiane sono buonissime: hai superagione! Grazie del suggerimento e buona permanenza in Via delle Ortiche 23! :-*

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