Una promessa è una promessa. Soprattutto se la fai a te stessa alla veneranda età di 10 anni: mai e poi mai lasciar scegliere la maschera che indosserai a Carnevale ai tuoi genitori! Eh già, perché un Carnevale nelle mani di un genitore può trasformarsi a volte in un vero incubo. Quando ero piccola, mia madre, ad esempio, ogni anno, dopo avermi addobbato a rotazione come una principessa, pierrot triste, ballerina di can-can, piccola fiammiferaia mi portava a fare un bel bagno di folla alle sfilate dei carri allegorici con quelle enormi facce di cartapesta deformi che sballonzolavano terribili davanti a me mentre rischiavo il soffocamento a causa della pioggia di coriandoli che normalmente ingoiavo: terrore puro.

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Come se non bastasse, anche la maestra delle elementari dell’epoca si mise d’impegno: con un’incredibile fantasia psicopatica travestì la classe da Primavera. Già, e per la precisione questa genialata d’alta moda consisteva in una calzamaglia rossa con una gonnellina verde di carta crespa e una coroncina in testa da esibire a -4°, immobile e sorridente nell’interpretazione della pratolina di bosco. Se a tutto ciò aggiungiamo che sognavo di travestirmi da Karate Kid piuttosto che da Willy l’Orbo dei Goonies, Indiana Jones e Sirio dei Cavalieri dello Zodiaco, il mio quadro d’ansia da Carnevale è completo, perché il massimo che sono riuscita ad ottenere negli anni è stato D’Artagnan e Paperon de’ Paperoni e credetemi, senza offesa al signor Dumas e al signor Disney, non è esattamente la stessa cosa.

Proprio per questo, per abbassare il tasso di brutti ricordi, ho detto a mio figlio con orgoglio: “scegli tu la tua maschera che sei grande”. Posso assicurare che il momento della scelta del travestimento non è per niente banale anzi è il momento clou della festa di Carnevale, soprattutto se tuo figlio non è ancora uscito dalla fase “supereroe”: un calvario di prove durate un giorno intero tra dubbi sull’interpretazione di Iron Man, Capitan America, Wolverine manco fosse in procinto di una passerella sul red carpet. Appena gli suggerisco Superman con il costume originale ricevo uno sguardo di disgusto e capisco che sono un po’ vecchia. Distruttivo, davvero.

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Tappa numero due: organizzare una festa! Il salutismo non è adatto al Carnevale per cui il giorno prima occorre preparare: chiacchiere (o frappe), tortellini dolci ripieni di cioccolata o marmellata dolce che tanto quella brusca la rimetteranno nel tortellino, castagnole alla crema, croccante, popcorn al caramello e numerose altre leccornie per tenere occupata l’orda famelica di piccoli umani mascherati totalmente eccitati dal fatto stesso di essere mascherati. Dico il giorno prima perché il giorno della festa lo passerete a: truccare Batman, Violette, Peppe Pig, Spiderman in miniatura, ripulire il cane che per scherzo avranno ricoperto completamente di schiuma da barba, tentare di far imparare ad un gruppetto di bambini il Time Warp del Rocky Horror Picture Show con scarsi risultati, evitare le lastricate di bucce di banana davanti all’appartamento dell’anziana signora del piano di sotto cercando di convincere i piccoli guardiani dell’universo che non è un demone ma è solo una vecchietta.

Ma siccome a Carnevale le delusioni non esistono, il cattivone d’ordinanza da combattere ci vuole e sfoggio, in memoria dei vecchi tempi, il mio trucco migliore: The Demon dei Kiss (si proprio quei Kiss con le zeppe). Con inusuale agilità e qualche magia – sarà il travestimento – esco dal balcone e rientro dal portone d’ingresso e, felpata, salgo le scale al buio e faccio la mia entrata da Oscar con tanto di mantello da pipistrello, riuscendo nello spavento collettivo con vittime fra cui le mamme dei bambini, ormai in iperventilazione e, sulle scale al buio, Daniela che urlando “Chiamo la polizia!” mi ha anche spruzzato un po’ di spray al peperoncino in un occhio. Per cui occhi rossi? Sì, ci sono.

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Ma sono i supereroi che vincono sempre, anche se sono alti meno di un metro, e una bomba di coriandoli e risate ci sommerge tutti, nessuno escluso. Quella bambina vestita da Primavera è stata vendicata e, si sa, con una maschera da supereroe indossata di tanto in tanto niente è impossibile…

“Don’t dream it, be it.” Dr. Frank-N-Furter

Chiacchiere di Carnevale

Ingredienti
500 g di farina bianca “00”, 100 g di zucchero semolato, 100 g di zucchero a velo vanigliato, 80 g di burro, 3 uova fresche, 1 limone non trattato, 1 cucchiaio di lievito in polvere, olio di semi per friggere

Preparazione
In una terrina unisci la farina insieme al lievito, allo zucchero, la buccia grattugiata del limone ben lavato. Mescola tutto e aggiungi un uovo intero e due tuorli, il burro ammorbidito, il succo di mezzo limone e tanto latte quanto basta per ottenere una pasta mediamente soda ma liscia e profumata. Stendi la pasta in una sfoglia dallo spessore di poco meno di mezzo centimetro e con la rotella festonata ritaglia delle losanghe: fai un’incisione al centro e proprio da lì fai ripassare le estremità della frappola per ottenere due piccoli nodi da entrambe le parti oppure annodale, a tuo gradimento. Appena l’olio avrà raggiunto la temperatura giusta mettile a friggere: quando le chiacchiere avranno un bel colore dorato, scolale con una schiumarola, togli l’olio in eccesso e spolverale con abbondante zucchero a velo o se ti piace con il cacao in polvere.

Tortellini dolci di Carnevale

Ingredienti
1 kg di farina bianca “00”, 300 g di burro, 350 g di zucchero, 4 tuorli d’uovo, 1 limone non trattato, vino bianco secco, marmellata alla fragola, nutella, zucchero a velo vanigliato, sale

Preparazione
Metti sulla spianatoia la farina e, nel centro, aggiungi le uova, un pizzico di sale, lo zucchero e la scorza del limone grattugiata. Aggiungi il burro già ammorbidito e un pochino di vino bianco. Impasta gli ingredienti velocemente e, appena pronta, fai riposare la pasta frolla per circa 2 ore in frigorifero, ricoperta con la pellicola, prima di spianarla con il mattarello. Prepara la sfoglia e ricavane dei dischetti con una coppetta su cui metterai, alternando, un cucchiaio di marmellata e un cucchiaio di nutella. Ripiega poi il disco su se stesso facendo ben aderire i bordi. L’ultima fase di preparazione è la cottura: mettili in forno preriscaldato a 180°C, su una placca ricoperta con carta da forno, per circa 30 minuti e, una volta raffreddati, guarnisci con tanto zucchero a velo.

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about Lidia

Sono una neo-mamma, ex-carnivora, in rotta di collisione con il mondo bio. In equilibrio precario tra la disciplina Zen di coltivare sul balcone e la tentazione di abbandonarmi al fritto, cerco costantemente conferme da tutti (cane compreso) Abito in Via delle Ortiche 23, primo piano, appartamento a nord.

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