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Non è che io non capisca la smania animale con cui le mie colleghe si avventano sui primi weekend d’estate, quando l’acqua è ancora troppo fredda per poter fare un bagno e le uniche opzioni sono:
a) diventare bersaglio dei proiettili di sabbia sparati da infanti senza ancora il pieno possesso delle proprie abilità di coordinazione, oppure
b) zerbinare al sole oscillando tra la sensazione di caldo afoso e il brivido malefico che ti assale non appena una nuvola tenta il placcaggio sul sole.

Non è che io non capisca, tuttavia la mia idea di vacanza a giugno è assemblare mobili Ikea con le tapparelle mezze abbassate. Sono piuttosto convinta che questa sia la vacanza perfetta.

Dopo aver terminato il montaggio, piuttosto deludente devo dire, della libreria Billy e il perfezionamento della scrivania Glasholm/Finnvard che, al contrario, ha  soddisfatto la mia dipendenza da trapano elettrico, mi sono accorta del silenzio assoluto proveniente dall’appartamento accanto. Solitamente la ragazza (single, bassina, a giudicare dai fianchi una che non possiede nemmeno un paio di scarpe da corsa) non fa altro che ascoltare musica folk a tutto volume.

Mi sarò fatta influenzare dalla storia che ho letto ieri sul giornale (o forse era una replica di Sex & The City, ora non ricordo), comunque ho cominciato a pensare che magari poteva esserle capitato qualcosa, come a Miranda (sì, era Sex & The City): ho immaginato che potesse essersi strozzata con un pezzo di torta, o magari era scivolata uscendo dalla doccia, insomma alle single non si sa mai che cosa può succedere.

La buona educazione suggerisce che sarebbe ora di conoscere qualcuno in questo palazzo e visto che (come diceva mia nonna) non ci si presenta mai a mani vuote, le stavo preparando un po’ del gazpacho con cui ho deciso di festeggiare i miei nuovi mobili (dopotutto sfido chiunque a strozzarsi con il gazpacho: è un piatto a prova di single) quando la musica folk è ripartita. Parti uguali di delusione e sollievo. Sarà per la prossima volta.

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Gazpacho

Ingredienti
700 kg di pomodori maturi, 100 g di pane tipo pugliese (mollica), 2 peperoni verdi piccoli, 2 cipolle rosse piccole, 2 cetrioli piccoli, 4 cucchiai da minestra di olio extravergine d’oliva, 2 uova sode, 1 spicchio d’aglio, aceto di vino bianco, acqua, crostini all’olio o piadina, origano o timo o basilico, sale e pepe

Preparazione
In un recipiente riduci in poltiglia il pane, precedentemente ammollato con acqua e aceto, insieme a 500 g di pomodori, un peperone, una cipolla, uno spicchio d’aglio e un cetriolo a pezzetti con l’olio, un paio di cucchiai d’aceto, il sale, un pizzico di pepe e acqua a piacere (in base alle preferenze, se lo desideri più o meno denso). Puoi utilizzare il mixer, che ha il vantaggio di frullare meglio tutti gli ingredienti. Dopodiché trita finemente gli ingredienti rimasti: i pomodori (facendo attenzione a togliere tutti i semi), il cetriolo, il peperone, la cipolla e le uova sode. Servi il gazpacho freddo in ciotole gelate con le verdure, le uova sode tritate e crostini all’olio extravergine spadellati, oppure fette di piadina passate sulla piastra. Aggiungi un cucchiaio d’olio extravergine a crudo per ogni piatto e qualche erba aromatica: origano, timo, o (grande classico) il basilico (che oltre ad avere uno dei profumi più buoni del mondo, ha anche un’azione antimicrobica e antinfiammatoria).

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about Daniela

Mi definiscono una salutista seriale. Se dovessi definirmi in tre punti direi: pilates, consigli della nonna, design Ikea. Se potessi aggiungerne un quarto sarebbe l'Irlanda. Abito in Via delle Ortiche 23, primo piano, appartamento a nord.

4 comments
  1. Chiara Bacchini says:

    Buongiorno…leggo questa ricetta e mi vien tanta voglia di cucinare…invece mi aspettano le pulizie in ufficio…ma a mezzogiorno vado a fare spesa e compro tutti gli ingredienti perché l’estate non è estate senza il gazpacho!

    Buona giornata!
    Chiara

  2. Suze says:

    maddaI! è adorabile Daniela, si capisce benissimo che è un’insicura (e senza amiche) e con una vita sentimentale arida ma non per colpa sua. merita di più… 😉

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