Mi capita, quando cucino, di avere bisogno di silenzio per potermi concentrare e vivere la ricetta che sto preparando come piace a me, fino in fondo. Le domeniche autunnali, per questo scopo, sono praticamente perfette: il condominio appena dopo pranzo sembra dormire, con respiri lunghi e placidi.
Per questa connessione astrale di elementi, domenica ho deciso di preparare una nuova versione del Gratin Dauphinois, in questa atmosfera quasi surreale, con la luce dorata del sole di novembre che filtrava dalle finestre. Ho preso le rape dal frigorifero e mentre stavo iniziando ad affettarle, rosse e succose, ho avuto la sensazione di aver già preparato quel piatto e di aver già affettato quelle rape. Qualche giorno prima, forse. Ma non riesco a ricordarmi altro. Il solito problema: evidentemente devo proprio smettere di mangiare pesante prima di dormire…

rape 1

Serata di Halloween 31.10.2015

Che serata fantastica: il condominio è vuoto, sono andati tutti via per il weekend e c’è un magnifico silenzio. La serata è limpida e cristallina con la luna piena. Da brivido. Perfetto per la notte delle streghe. E nessuno mi disturberà mentre cucino, ho messo anche l’avviso sulla porta per sicurezza. L’idea è quella di prepararmi un gratin con patate e sanguinolente rape rosse e guardare film horror fino al mattino.

Mentre affetto le rape, facendo un macello intorno a me, sento dei rumori. Come dei passi, al piano di sopra. Penso subito che la pacchia sia finita. Non c’è, però, nessuna macchina nel parcheggio, neanche una. Guardo fuori dal balcone ma tutti gli appartamenti sono al buio, non c’è nessuna luce, nemmeno nel cortiletto. Che strano, mi sembrava proprio di averli sentiti quei rumori.

rape 2

Bussano alla porta. Lo sapevo, allora sono tornati davvero. Temerari, penso, bussano nonostante l’avvertimento. Guardo dallo spioncino ma non vedo nessuno. Apro la porta.

-Dolcetto o scherzetto?

Davanti a me ci sono due bambini, con costumi da fantasmi – il classico lenzuolo – e, presuppongo, i due genitori. Probabilmente truccati per l’occasione anche loro: pallidissimi e con delle occhiaie dalle profondità abissali. La domanda retorica principale è però un’altra: ma da dove sono entrati? Qualcuno deve aver lasciato il cancelletto aperto o sono io che non ho sentito suonare il campanello. Dev’essere andata così. Mi guardo le mani e sono completamente color rosso sangue. Maledizione, penso, le rape!

-Possiamo entrare?

Mi guardano le mani; non sono riuscita neanche a pensare a cosa diavolo stavo per dire: – Certo, entrate. Scusate, ho appena preparato un gratin con le rape e ho sporcato un po’ ovunque. Se volete favorire, tra poco sarà pronto. Volete un bicchiere di vino?

-Grazie mille ma – risponde il padre – non beviamo mai vino. Dobbiamo andare, dobbiamo finire il nostro giro di Halloween, per i nostri due fantasmini. Ma dovremmo proprio diventare amici, così la prossima volta possiamo fermarci per assaggiare qualcosa, sembra tutto molto invitante.

-Bè, certo, sarà un piacere. Almeno le caramelle le prendete?

Non faccio a tempo a girarmi per prendere i dolcetti mentre penso al perché mai avevo appena invitato degli sconosciuti – e pure strambi – a cena che erano già scomparsi.

Fuori la luna piena è coperta da una nebbia fitta e scura.

rape 3

Domenica 08.11.2015

-Allora ma cosa hai fatto ad Halloween? Sei strana da una settimana! – Mi chiedono le ragazze, guardandomi come se avessero visto uno zombie.

-Non me lo ricordo, è quello il problema. Ho come un vuoto di memoria, mi è solo rimasta una sensazione strana. Come se dovessi fare qualcosa per qualcuno, assolutamente. Ah, dimenticavo, volete restare a cena? Ho fatto un esperimento: il mio primo Gratin Dauphinois con le rape.

-Certo che restiamo, il tuo gratin è ottimo! Hai aggiunto l’aglio in più rispetto all’altra ricetta?

-Come fate a sapere che è ottimo? Sì, comunque, c’è l’aglio… Ma soprattutto quale altra volta? È la prima volta che lo preparo.

-Veramente l’hai preparato anche domenica scorsa: ne hai portato un po’ a tutti il giorno dopo. Dovresti proprio smetterla di mangiare roba pesante alla sera e bere un po’ più d’acqua nella tua vita! La tua smania di cucinare ti sta uccidendo, sappilo.

“Benvenuto nella mia casa! Entrate libero e franco. Andatevene poi sano e salvo, e lasciate alcunché della felicità che arrecate!”
Bram Stoker, Dracula

Gratin di rape e patate

Ingredienti
700 g di patate a pasta gialla, 500 g di rape rosse (barbabietole), 300 g di panna fresca, 300 g di Emmentaler, 1 spicchio d’aglio, noce moscata, pangrattato, Parmigiano Reggiano, olio extravergine di oliva, burro, sale e pepe

Preparazione
Pulisci le rape con l’acqua e avvolgile in un foglio d’alluminio con un pizzico di sale: mettile in forno a 180°C e lasciale cuocere per circa un’oretta. Quando saranno morbide (prova a forarle con uno stuzzicadenti) puoi estrarle dal forno e lasciarle raffreddare prima di pelarle. Poi sbuccia le patate e le rape e tagliale, con una mandolina, a fettine non troppo spesse. Nel frattempo fai sobbollire la panna liquida con un po’ di noce moscata. Prendi una pirofila da forno e strofina tutti i lati con l’aglio tagliato a metà, poi ungila accuratamente con burro abbondante. Inizia a comporre il gratin: alterna gli strati di patate e rape e condiscili, uno per uno, con un po’ di sale, pepe, Emmentaler grattugiato e la panna aromatizzata. Per l’ultimo strato intervalla patate e rape e ricopri la superficie con pangrattato amalgamato con poco olio, Parmigiano grattugiato e qualche fiocchetto di burro. Inforna il gratin a 180°C in forno preriscaldato e lascialo cuocere per circa 90 minuti, facendo attenzione che la superficie non si bruci. Sarà croccante fuori e morbido all’interno: servilo ben caldo anche come piatto unico.

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about Laura

Dicono che io sia una foodie esperta, musicofila e librofila, irrimediabilmente affetta dalla sindrome della tuttologia. Se la vita fosse una selezione di categorie, mi collocherei in quella degli "smanettoni". Moderatamente nerd, talvolta mi convinco di essere la reincarnazione di Carême. Abito in Via delle Ortiche 23, primo piano, appartamento a est.

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