infraordinario

È già la terza volta da quando siamo venuti a vivere in Via delle Ortiche. Lui se ne entra in casa alle 20:35 e si aspetta di trovare: pizza, spezzatino, pasta con le acciughe. Speravo che almeno ieri, la terza delle tre volte, avrebbe capito con 25-30 secondi di anticipo che è l’inquilina del piano di sopra a cucinare pesante. Invece, come ogni volta, ha lanciato un’occhiata piena di speranza alla porta della cucina per poi accorgersi che il Destino aveva in serbo per lui un (dramatic music) piatto di insalata.

Andare a vivere insieme è un rischio che nessuno ha mai capito come calcolare. Può capitarti qualcuno che non si ricorda di chiudere a chiave la porta di casa, chi nei giorni di ferie resta 12 ore sul divano nella stessa, identica posizione. Può toccarti il maniaco che ordina la dispensa alfabeticamente, quello che spegne la luce tre volte e fa due giri su se stesso prima di andare a dormire. Considerato questo, una donna che prepara insalata mi sembra l’equivalente di una vincita alla lotteria.

E poi, sinceramente, anche con il massimo impegno, proprio non riesco a capire l’origine della delusione. Non dico che la mia creazione avrebbe dovuto raccogliere una standing ovation, ma perlomeno avrei gradito non dover affrontare lo sguardo del padrone di un gatto che recapita il topo appena cacciato davanti alla porta di casa.

Credevo che il problema fosse nel nome, didascalico e quadrisillabo, insalata. In questo caso, però, la delusione aveva raggiunto i suoi occhi prima che potessi anche solo pensare di presentare il mio piatto con un orgoglioso nuovo nome. È stato allora che ho pensato potesse essere quello il vero problema: gli occhi. Mi sono detta che, forse, più alto è il livello di scetticismo, più colori si rendono necessari. Nel mio caso specifico il verde è sempre stato molto più che sufficiente, ma questa è un’altra storia.

Questa storia finirà stasera alle 20:35, con una dose massiccia di soddisfazione, quando il mio fortunatissimo fidanzato vedrà un arcobaleno nel suo piatto. Oppure con una telefonata alla pizzeria d’asporto. Place your bets.

infraordinario

Insalata di valeriana e radicchio con agrumi e tofu

Ingredienti
60 g di valeriana, 2 cespi di radicchio rosso trevigiano, 2 mele rosse piccole, 250 g di tofu al naturale, 2 arance non trattate, germogli di soia, ribes rosso, semi di zucca, olio extravergine d’oliva, sale

Preparazione
Prima di tutto lava accuratamente le arance e prepara delle scorzette con la buccia, dopodiché spremile con uno spremiagrumi. In una ciotola sciogli un pizzico di sale con il succo d’arancia, versa 8 cucchiai d’olio e sbatti il composto con una forchetta: mentre prepari l’insalata, metti la salsina in frigorifero. Lava la valeriana e il radicchio e falli sgocciolare molto bene. Sbuccia le mele e tagliale a tocchetti. Asciuga il tofu e preparane dei cubetti. Riunisci in una ciotola tutti gli ingredienti: la valeriana, il radicchio, i cubetti di mela e di tofu e aggiungi, per aromatizzare, le scorzette d’arancia, un po’ di germogli di soia, ribes rosso e semi di zucca. Estrai la salsina dal frigorifero, sbattila ancora per qualche minuto con la forchetta e poi versala come condimento saporito sulla tua insalata, amalgamando accuratamente gli ingredienti prima di servire.

Print Friendly

about Daniela

Mi definiscono una salutista seriale. Se dovessi definirmi in tre punti direi: pilates, consigli della nonna, design Ikea. Se potessi aggiungerne un quarto sarebbe l'Irlanda. Abito in Via delle Ortiche 23, primo piano, appartamento a nord.

6 comments
  1. Suze says:

    …ahia, bella è bella ma l’insalata per me è ERBA, cara Daniela… e purtroppo la mia linea lo dimostra che proprio non ce la posso fare a farmela piacere… 🙁

    • Carlotta Fiore says:

      Ciao Suze, fammi sapere nel caso tu decida di provare ugualmente… In mezzo a tutti questi sapori (e colori) non dovresti proprio accorgerti della presenza dell'”erba” 🙂

Lascia un commento