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Proprio nel momento in cui pensi che finalmente, dopo tanto tempo, ritornerai in Turchia e ti immagini già ad Istanbul, in riva al Bosforo, a sorseggiare chai (il tè nero turco che ti servono nei piccoli bicchierini a tulipano) mentre giochi a backgammon, ti arriva una telefonata. È Aslan.
– Ciao, sorpresa: sono a Fiumicino!!!!”

Mentre sei in auto, quindi, passi in rassegna nelle successive 4 o 5 ore di coda che hai davanti a te ciò che avresti fatto e non farai per quest’anno: girare scalza intorno alla Colonna dei Goti, visitare Santa Sofia, lavarsi all’Hammam, fare finta di essere Pierre Loti, fare finta di essere Agatha Christie mentre alloggia al Pera Palas, comprare almeno un tappeto curdo, cercare di farsi affittare una stanza al Topkapi dicendo di essere una lontana parente dell’ultimo sultano, ubriacarsi con la Raki, bere solo birra Efes, mangiare ciambelle di pane al sesamo tutte le mattine, fare l’aperitivo con börek e sarma con foglie di vite, contare le cicogne che hanno fatto il nido sui comignoli delle case di legno della città vecchia, preparare kofte – polpette – come si deve, guardare sotto la gonna di un derviscio, fumare ogni sera un tabacco diverso con il narghilè, farsi fregare al bazar, bussare alla porta di Pamuk per vedere se c’è.
Non ultimo: mangiare döner kebab fino a raggiungere il proprio record personale!

melanzane alla turca
Ritorniamo verso il nord Italia passando per Toscana, Marche, Umbria – che sono meravigliose – ma ad un certo punto, ad entrambi, arriva indissolubilmente la nostalgia orientale. I turchi la chiamano hüzün.
Non rimane che fare una cosa: cucinare.
Alla fine abbiamo passato il resto delle vacanze in casa a preparare piatti speziati, colorati, orientali. E a mangiarceli.
Mentre eravamo nella fase di produzione di pani e paste lievitate: all’ennesimo rumore di atterraggio di un meteorite dall’alto dritto sul piano della mia cucina hanno suonato alla porta le altre inquiline. Mi guardavano tra l’incuriosito e l’ansioso per cui gli ho detto, allungandogli del cous-cous:
– Ma no, non è successo niente. Stiamo cercando di rendere più elastico l’impasto del pane, battendolo un po’ sul marmo…
– Bé, meno male, il cane dormiva e appena ha sentito il rumore è scappato sgommando in casa e centrando figlio e marito, giù come birilli!

turca ingredienti

P.s. Il piatto che trovate qui sotto è una rivisitazione di una famosa ricetta turca nota come Imam Bayildi che, letteralmente, si traduce con “l’Imam è svenuto”: una leggenda narra che un Imam, estasiato dalla bontà del piatto con le melanzane e l’olio d’oliva preparato dalla moglie, sia svenuto dalla gioia.
P.p.s. I peperoni invece li ho presi in prestito da un bellissimo film tedesco, Leone d’Oro al Festival di Berlino del 2004, La sposa Turca di Fatih Akin. La quintessenza dell’evoluzione – anche tragica – di una passione e una perfetta rappresentazione sensibile dei contrasti che appartengono e caratterizzano il mondo turco. Guardatelo ma mettete a letto i bambini.

Melanzane e peperoni ripieni dell’Imam

Ingredienti
800 g di macinato di carne misto (o macinato di soia per i vegetariani), 800 g di passata di pomodoro, 400 g di riso Basmati, 4 peperoni verdi medi (quelli di forma quadrata), 4 melanzane medie tonde, 4 pomodorini interi, 2 cipolle dorate medie, 2 ciuffi di prezzemolo, menta, aneto, salsa Harissa, olio extravergine d’oliva, sale e pepe

Preparazione
Lava il riso e lascialo un po’ in ammollo nell’acqua. Trita finemente le cipolle e il prezzemolo e unisci entrambi al macinato insieme ad alcune foglie di menta spezzettate. Aggiungi sale, pepe, un po’ di aneto e 8 cucchiai di passata di pomodoro. Mescola il composto appena preparato con il riso già ammollato e ben scolato e un po’ d’olio. Mescola il ripieno con cura e lascialo in frigorifero a riposare. Nel frattempo lava i peperoni e le melanzane. Togli i semi dall’interno del peperone, taglia l’estremità con il picciolo e pratica alcune piccole incisioni laterali. Poi prepara le melanzane: togli l’estremità con il picciolo, svuota l’interno con un cucchiaio e, con un pelapatate, togli qualche striscia di buccia. Riempi le verdure con il ripieno di carne: chiudi, se ti piace, l’estremità con mezzo pomodorino e posiziona i peperoni e le melanzane in verticale, in una casseruola con i bordi alti. In una pentola a parte fai cuocere a fuoco moderato per 5 minuti la passata di pomodoro rimasta con 3 cucchiai di Harissa mescolata in un paio di bicchieri d’acqua, olio e un pizzico di sale e pepe. Ricopri con la salsa appena preparata i peperoni e le melanzane e mettile in forno preriscaldato a 180°C, coprendole con carta stagnola se necessario, per 40-50 minuti.

Abbinamento consigliato: l’ayran, la tipica bevanda turca, dissetante, rinfrescante e rimineralizzante, preparata con yogurt, acqua e sale. È molto semplice: frulla per poco meno di un minuto una tazza e mezzo di yogurt naturale, una tazza e mezzo d’acqua naturale gelata e un cucchiaino da tè colmo di sale. Bevila freddissima: ti aiuterà col caldo e con i sapori piccanti.

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about Laura

Dicono che io sia una foodie esperta, musicofila e librofila, irrimediabilmente affetta dalla sindrome della tuttologia. Se la vita fosse una selezione di categorie, mi collocherei in quella degli "smanettoni". Moderatamente nerd, talvolta mi convinco di essere la reincarnazione di Carême. Abito in Via delle Ortiche 23, primo piano, appartamento a est.

6 comments
  1. Ilaria Guidi (Campi di Fragole per Sempre) says:

    Ragazze è sempre bello arrivare qui a casa vostra…è bello leggervi ed ammirare a bocca aperta le vostre bellissime foto!! Meravigliose queste verdure ripiene…
    Un abbraccio!
    Ila

    • Federica Pasqualetti says:

      Ciao Ila, ma grazie! Bellissimo leggere il tuo commento e felici che ti piacciano i nostri racconti ricettosi! Un abbraccio anche a te! 🙂

  2. valerita says:

    Care ragazze, domani preparerò la vostra ricetta per pranzo, sperando di trovare aneto e harissa oggi pomeriggio 🙂 Vi ringrazio per la bella idea! valentina

    • Federica Pasqualetti says:

      Ciao Valentina che bello! Mandaci una foto del piatto, se ti va, e assolutamente facci sapere com’è venuta la ricetta! Grazie a te!!!
      Ps. l’harissa a volte l’ho trovata anche nei più noti supermercati – in tubetto in genere – oppure in qualche negozietto etnico che vende alimentari.

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