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Questa mattina ho aperto le finestre ed è entrata la nebbia, tutta insieme e tutta sulla faccia: una sensazione incredibile.
È come se mi avesse risvegliato di colpo, ero ancora avvolta nel disagio da cerone nero indelebile sulla faccia e da sistemazione casalinga post-Halloween: stavo finendo di raccogliere orecchie e brandelli di carne finta di tutta una serie di piccoli zombie che hanno saltellato urlando dal 31 ottobre fino a ieri, ininterrottamente.

No, i bambini, il sesto senso del concetto “la festa è finita” non ce l’hanno.

Allo stesso tempo realizzo che siamo ormai in pieno autunno e, nonostante un “sole inatteso”* arrivi a volte a scombussolare tutte le sensazioni (avete presente quando cambia il vento in Mary Poppins?), un po’ di malinconia e di ricordi ritornano a farsi vivi.

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Mi torna alla mente quando a dieci o dodici anni, nella casa di montagna dei nonni, passavo i fine settimana di ottobre e novembre a raccogliere nel bosco castagne e foglie da far essiccare, ad aspettare la rugiada fredda del mattino e la pioggerella fine che scendeva sempre prima della notte. Nell’odore di muschio c’era tutto il significato della stagione, tutta la sua essenza.

Siccome non bisogna sprecare i ricordi sono uscita subito a comprare castagne, vino e spezie e ho pensato: “Una merenda, è quello che ci vuole: chiamo le altre!”
Così, in un qualsiasi giorno novembrino, ci siamo ritrovate tutte e quattro in silenzio, davanti alla finestra, ad aspettare che arrivasse ancora la nebbia e la sua linfa fresca di cose nuove.
Daniela mi ha anche portato delle ottime chips di zucca fatte al forno; l’aveva acquistata per Halloween e le zucche non vanno mai sprecate: portano fortuna.

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Dietro di noi c’era il piccolo vampiro – chiaramente i vampiri hanno una marcia in più rispetto a tutto il rimanente mondo dei mostri – ancora truccato e con addosso il mantello-pipistrello, che cercava di sbucciare le caldarroste. Guardandolo ho pensato che, a volte, anche solo per un giorno, vorrei anch’io tornare bambina per andare a caccia di castagne, magari travestita da vampiro…

* Tratto dalla poesia Ottobre di Vincenzo Cardarelli.

Torta Fritta

Ingredienti
500 g di farina bianca “00”, 3 cucchiai d’olio extravergine d’oliva, lievito di birra, olio di semi per friggere, sale

Preparazione
Disponi a cratere la farina su un tagliere, aggiungi l’olio, il sale e un po’ d’acqua calda. Impasta a mano accuratamente gli ingredienti e aggiungi acqua o latte se il composto non risulta morbido. Lascia lievitare l’impasto per un’ora, coprendolo con un canovaccio o con la pellicola, dopodiché stendi la pasta fino a raggiungere uno spessore di circa ½ centimetro e tagliala a pezzetti, formando dei rombi non troppo grandi.
Nel frattempo fai scaldare l’olio di semi e, quando questo risulterà a temperatura, inizia a friggere la pasta da ambo le parti. A doratura completata, mettila ad asciugare sulla carta assorbente. Servi la torta fritta calda con salumi affettati e formaggi morbidi.

Castagnaccio ai pinoli

Ingredienti
500 g di farina di castagne, 200 g di pinoli, 750 ml d’acqua naturale, rosmarino, olio extravergine d’oliva, sale

Preparazione
Setaccia la farina di castagne e aggiungi, continuando a mescolare, poco alla volta, acqua e un pizzico di sale. Amalgama fino a ottenere una pastella morbida e non troppo densa. Aggiungi all’impasto i pinoli, tenendone da parte alcuni. Versa il composto in una teglia bassa dal diametro di 30-35 cm, in precedenza unta con l’olio. Spargi sulla superficie della pastella i pinoli rimasti, gli aghi di rosmarino, 2 cucchiai d’olio e metti il dolce in forno preriscaldato a 200°C per 30-40 minuti. Il castagnaccio sarà pronto quando avrà assunto il suo caratteristico color marrone scuro e l’impasto si presenterà asciutto e screpolato in superficie.

Vin Brulé

Ingredienti
1 l di vino rosso (ad esempio un Pinot nero), 200 g di zucchero di canna, 8 chiodi di garofano, 3 stecche di cannella, 1 arancia biologica non trattata, 1 limone biologico non trattato, 1 mandarino biologico non trattato, 1 anice stellato, 1 mela, noce moscata, zenzero fresco

Preparazione
Per prima cosa inizia a sbucciare il limone e l’arancia, tenendo le scorze possibilmente prive della parte bianca dell’agrume che renderebbe amara la preparazione. In una pentola d’acciaio non troppo alta metti lo zucchero, le spezie (le stecche di cannella spezzate, una grattugiata di noce moscata, una fettina di zenzero fresco e l’anice stellato), le bucce d’arancia e di limone, la mela steccata con i chiodi di garofano e gli spicchi di mandarino. Versa, per ultimo, il vino rosso e lascia bollire, a fuoco non troppo alto, per almeno 10-15 minuti, mescolando di tanto in tanto, con un cucchiaio di legno. In finale di cottura, accendi con un fiammifero, la superficie del vino e lascialo fiammeggiare fino a completo spegnimento. A termine cottura, filtra il vin brulè con un colino e servilo caldissimo.

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about Lidia

Sono una neo-mamma, ex-carnivora, in rotta di collisione con il mondo bio. In equilibrio precario tra la disciplina Zen di coltivare sul balcone e la tentazione di abbandonarmi al fritto, cerco costantemente conferme da tutti (cane compreso) Abito in Via delle Ortiche 23, primo piano, appartamento a nord.

6 comments
  1. Suze says:

    Per me che amo l’autunno (proprio quello che ha l’atmosfera di questo post…), uno dei pezzi delle Ortiche più belli di sempre.
    Una Lidia malinconica…

    (Foto della mela al centro fa un po’ Hellraiser, no?)

    • Federica Pasqualetti says:

      Grazie Suze, mi fa molto molto piacere! Si, una Lidia un pò malinconica in effetti, ma di quella malinconia che fa stare comunque bene. Quoto al 1000×1000 la tua citazione su Hellraiser!!!

  2. Guido says:

    Che bell’immagine autunnale! E che gustose ricette!
    Mia moglie, Frau Knorr, dovrebbe leggere ed ispirarsi sul vostro sito, ma non accade….

    Brava Federica, e brave tutte in generale diciamo, eccola.

    • Federica Pasqualetti says:

      Eeeeh Signor Guido Maranzani: che onore, eccola!!! Felicissima di vederti qui di passaggio e soprattutto che ti piaccia il sito e le ricette: grazie mille!!! Ps. Frau Knorr già la adoro eheh!

  3. Francesca says:

    Il castagnaccio! Lo adoro, ne farei indigestione! Io ci metto anche noci e uvetta (giusto per renderlo ancora più leggero 😛 ) . Dalle foto sembra venuto perfetto, come piace a me!

    • Federica Pasqualetti says:

      Ciao Francesca! Anche a noi piace tantissimo il castagnaccio! Ottima idea la tua aggiunta d’ingredienti, da provare!

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