Le storie finiscono per un incontro, perché guadagni di più, perché hai perso il lavoro, perché il lavoro ti sposta in un’altra parte del mondo, per una parola detta nel modo sbagliato, per una parola che sarebbe stato meglio dire, perché da dire non è rimasto niente. Perché il cane è scappato, perché insieme era peggio, perché manca la libertà, perché la libertà era troppa. Per colpa della madre, degli amici, del Presidente del Consiglio, della religione. Perché i figli non arrivano, perché arrivano senza l’invito. Perché decidi di unirti a Scientology, perché guardi troppa tv, perché non ne guardi abbastanza.
Dopodiché. C’è chi ti dimentica perché ti vuole dimenticare e chi invece lo fa perché non riesce a ricordarsi di te. E poi, solo a volte, c’è chi in fondo non ti lascia andare.

01

Da qualche settimana, dal giorno del mio compleanno, non faccio che ascoltare questa canzone e penso che (con buona pace delle vicine) potrei andare avanti per sempre.
Fa parte di un album che il cantante ha dedicato alla moglie dopo la separazione, per dirle tutto troppo tardi. Gli uomini possono farlo (romantici). Le donne non possono farlo (patetiche). Comunque. Quello che le vuole dire e che lei fingerà di non voler sentire per poi invece pensarci la sera prima di dormire, è che la vita è andata avanti, ma anche no.
Le dice: so come vanno le cose, adesso ho una ragazza che mi vuole abbastanza bene da fare sempre quello che piace a me. Nonostante questo, per te, terrò sempre un fuoco acceso.

Ti aspetterò nel frutteto quando sarai stanca,
giorno dopo giorno, lontano dal caos e dalla gente.
Me ne starò qui a mangiare mele e pesche,
ti aspetterò accanto al fuoco che ho acceso per te.

02

Oggi che non è estate e non è inverno, facciamo che possa essere sia estate che inverno e per una volta scegliamo l’estate: i fuochi accesi all’aperto, un milkshake al cioccolato.

Lasciamo gli altri  fare a gara a chi ama di più, lasciamoli decidere chi ha ottenuto cosa e chi è stato ferito e chi si è bruciato.

E permettiamoci di credere che da qualche parte, seduto accanto a uno di quei fuochi che salgono nel centro di un cerchio di sassi, ci sia qualcuno che canta una canzone per noi.

Un giorno morirò, ma fino ad allora non è che ci sia poi molto da fare. Se mi cerchi sarò qui, accanto al fuoco che ho acceso per te.

Milkshake al cioccolato

Ingredienti
30 g di cioccolato fondente, 25 g di cioccolato al latte, 5 cubetti di ghiaccio, 1 bicchiere di latte intero, panna montata

Preparazione
Fai sciogliere a bagnomaria il cioccolato: lascialo intiepidire un poco alla volta, senza farlo diventare troppo caldo. Versa in un mixer il latte molto freddo, il cioccolato sciolto e tiepido, il ghiaccio e inizia a frullare alla massima velocità per qualche minuto. Prendi un bicchiere grande, decora la base con un po’ di cioccolato liquido e panna montata, poi versa il composto appena preparato e guarnisci con altra panna montata e cioccolato liquido versato a filo sul frullato.
Servi il tuo milkshake molto fresco.

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about Emma

Sono una cinefila per vocazione, procrastinatrice professionista, laureata nell'arte di scongelare. Vivo di serie TV e ricordi d'America. Non ho (ancora) imparato a cucinare, ma spesso me ne dimentico. Abito in Via delle Ortiche 23, piano terra, appartamento a ovest.

5 comments
  1. Suze says:

    Credo per la prima volta da quando leggo Via delle Ortiche – ho ascoltato la canzone, che non conoscevo.
    Bellissimo post. Dolce-amaro: è decisamente il mio gusto.

    • Carlotta Fiore says:

      Grazie mille 🙂 Questo album è stata una bella scoperta anche per me, ci sono altre canzoni molto suggestive (A Certain Light su tutte). Un abbraccio!

  2. Francesca P. says:

    Come dire… che non so che dire.
    C’è una frase qui che ho riletto 4 volte. E che tornerò a leggere, lo so. Mi conosco.
    Resto sempre stupita di come le parole possono arrivare dritte, lontano, in fronte, a segno.
    Bello. Emozionarsi.

    • Carlotta Fiore says:

      Grazie Francesca, di cuore. Leggere questo tuo commento non ha davvero prezzo. Un abbraccio.

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