mostarda di cotogne 1

La settimana scorsa ho passato la notte del 21, mentre tutti stavano dormendo e non mi sembrava vero che ci fosse silenzio, guardando la trilogia di Ritorno al Futuro. Tutto ciò in cucina, ovviamente, mangiando popcorn appena fatti in padella. È stato uno dei miei momenti sacri notturni: guardare film che guardavo venti o trent’anni fa e farmi un giro nel passato da sola. La mia Delorean personale in pratica.

Mentre ragionavo sulla reale utilità che avrebbero avuto per me le scarpe autocalzanti che Marty portava nel film, prefigurandomi la scena in cui le stesse scarpe rincorrono mio figlio – noto ribelle della calzatura – per essere indossate mentre io sono comodamente seduta in poltrona a rimirare la scena della capitolazione, mi sono resa conto che, accidenti, in pratica siamo nel futuro. Sì, in effetti non escludo di essere stata “leggermente” suggestionata dalla visione del film, ma è come se mi fossi resa conto del tempo che è passato proprio in quel fulmineo momento. E nonostante nel mondo di oggi ci sia, praticamente senza chiedere, tutto quello che cerchiamo (giacca autoasciugante a parte) già pronto e preconfezionato proveniente da qualsiasi luogo che vogliamo, io continuo a pensare che l’unica vera scommessa delle epoche a venire sarà riprenderci i nostri tempi, le buone cose, la possibilità di scoprire se abbiamo un vero bisogno per il quale cercare una risposta.

mostarda di cotogne 2

Stava albeggiando mentre scorrevano i titoli di coda. A proposito di cose incredibilmente “futuristiche”, da qualche mese cerco di alzarmi molto presto, combattendo la mia pigrizia endemica, per andare a fare un po’ di raccolta, sia nell’orto che nel boschetto qui vicino a casa: non è una foresta ma è piccolo, accogliente e ci arrivo in bicicletta. Lo chiamano “foraging” e cioè andar per boschi a raccogliere piante e frutti selvatici. Per me è solo fare una cosa che facevo con i miei nonni e che mi piaceva molto. Il mese scorso ho scoperto, in queste escursioni mattutine, un albero di mele cotogne: bellissime, gialle e profumate come niente al mondo. Mi ricordava una delle due nonne, quella che sembrava una fata – sì perché l’altra da parte di madre era chiaramente la Strega dell’Est – e i mesi di ottobre passati a preparare conserve. Quella mattina ne ho raccolte alcune per farci un po’ di mostarda…

mostarda di cotogne 3

Sono rientrata che ormai gli altri hobbit di casa erano già molto, troppo, svegli. Fine del viaggio con la Delorean.
Colazione. Vestizione. Problema con le scarpe (vi prego inventatele queste sneakers autocalzanti). Niente asilo per l’hobbit piccolo causa la catena del raffreddore e niente lavoro per l’hobbit grande causa catena del raffreddore. Mi sono di nuovo chiusa in cantina, per evitare contagi, e ho finito oggi la cottura e gli invasettamenti in cantina. Metto le lancette dell’orologio un po’ all’indietro e va benissimo così.

Dopo tutti questi discorsi, però, voglio confessare tutto in maniera onesta, realista e contemporanea: non posso vivere senza internet e a volte mangio la pizza surgelata e tante altre porcherie di dubbia provenienza. L’ho detto.

Mostarda di mele cotogne

Ingredienti
1,5 kg di mele cotogne, 500 g di zucchero semolato, 10-12 gocce di essenza di senape (o qualche goccia in più se piace)

Preparazione
Sbuccia e pulisci accuratamente le mele cotogne: attenzione, hanno tantissimo scarto. Poi tagliale a fettine e pesale fino ad ottenerne un chilogrammo. Mettile in un recipiente capiente di vetro e ricoprile con lo zucchero e lasciale riposare per 24 ore. Il giorno dopo, scola la frutta e conserva il succo che si è formato in una pentola: fallo bollire per qualche minuto per addensarlo e poi versalo di nuovo, caldo, sulle mele cotogne. Lascia riposare il tutto per altre 24 ore nello stesso contenitore poi, scola di nuovo la frutta e fai bollire ancora il succo per qualche minuto. Riversalo sulla frutta e ripeti l’operazione per altre due volte. Alla fine, metti tutto in una casseruola e lascia bollire, sciroppo e mele, per 5-10 minuti. Fai raffreddare il composto e poi aggiungi l’essenza di senape (non farlo mai a caldo!). Dopo averla accuratamente mescolata, travasa la mostarda in vasetti di vetro, lasciando sempre 2 o 3 centimetri liberi dal bordo superiore. Metti tutti i vasetti in una grande pentola, separando gli uni dagli altri con qualche canovaccio, ricoprili con l’acqua e falli bollire per circa un’ora. Lasciali raffreddare all’interno della pentola, insieme all’acqua e, appena pronti, asciuga bene i barattoli e riponili nella tua dispensa, pronti all’uso. Potrai conservarli anche per un anno intero. La mostarda è ottima gustata con formaggi stagionati o freschi, semplici o erborinati oppure con la carne (bolliti o carne alla griglia), su pane e focacce accompagnate da salumi. Viene anche utilizzata come ingrediente in alcune preparazioni per i ripieni di paste e dolci.

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about Lidia

Sono una neo-mamma, ex-carnivora, in rotta di collisione con il mondo bio. In equilibrio precario tra la disciplina Zen di coltivare sul balcone e la tentazione di abbandonarmi al fritto, cerco costantemente conferme da tutti (cane compreso) Abito in Via delle Ortiche 23, primo piano, appartamento a nord.

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