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Vai avanti per giorni, a volte mesi, se sei brava possono anche essere anni. Nel mio caso non sono mai più di due. Vai avanti facendo qualcosa che non senti tuo, che non ti piace, che a volte non sopporti e ti racconti che tu non sei quello che fai. Ti lasci prendere dalla rabbia quasi ogni mattina, ma in fin dei conti non fai molto per cambiare la situazione, perché c’è sempre qualcosa da incolpare, o qualcuno. Il Governo, la Crisi, il Destino.

Vai avanti per minuti, a volte ore, se sei brava possono anche essere giorni. Nel mio caso mai. Ti chiedi come sia possibile essere ancora sola e cosa ci sia di sbagliato in te e perché nessuno abbia amici da presentarti. Se un uomo è single a 40 anni ci sarà sicuramente qualcosa che non va. Ti lasci sopraffare dalla tristezza quasi ogni sera e fai tutto quello che puoi per cambiare la situazione, ma la Situazione non ha proprio nessuna intenzione di cambiare. Se solo tu avessi un decimo della sua testardaggine.

Poi, a un certo punto, le amiche non ne possono più. Le immagini parlare tra di loro sulle scale per trovare una soluzione. Ti lasciano un mazzo di chiavi sullo zerbino “Oh no! Not you again!” che ti ha sempre fatto ridere, ma in questi giorni funziona decisamente meno. Le raccogli e te ne vai in montagna, nella casa di Laura, più per farle contente che perché pensi effettivamente a una qualsiasi efficacia. La soluzione ai problemi è sempre stata smettere di rispondere ai messaggi e alle telefonate e sigillarti in casa come lo zio Albert di Mary Poppins (ma più triste).

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Ci sono persone in grado di passare un weekend in montagna liberando la mente e senza pensare a nulla, che sanno passeggiare nei boschi prendendo appunti sulla bellezza delle cose, che ascoltano i suoni della natura. Quelle persone che quando scende il sole tornano in baita, si fanno un bagno caldo e al fuoco del camino si mettono a cucinare anche solo per se stesse. Poi ci sono io. Che mi aspetto una connessione Wi-Fi ovunque vada, che parto con un iMac imballato nella sua confezione originale e una chiavetta contenente tutte le puntate di Marvel’s Jessica Jones. Che mi aspetto di sentir bussare da un momento all’altro Jude Law un po’ alticcio come nel film The Holiday in cui Cameron Diaz trova l’anima gemella dall’altra parte del mondo dopo circa 12 ore dal suo arrivo. Che poi, a voler essere onesti, Cameron Diaz correva sul ghiaccio con un tacco 12 e io riesco a scivolare nel fango con gli scarponi da montagna. Perché forse sì, forse è tutto una questione di stile. Comunque.

Ci provo e ci provo anche bene: prendo la mappa, mi scelgo un sentiero, raccolgo castagne. E sulla strada, più o meno dopo mezz’ora me ne accorgo. Non stavo pensando al lavoro, non stavo pensando a Jude Law. Non mi è mai piaciuto Jude Law. Decisamente preferirei incontrare per caso Gerard Butler come succede a Hilary Swank in P.S. I Love You magari con un esito più felice… e ci risiamo. In ogni caso ritengo l’esperimento riuscito. Ora bisogna aumentare l’intervallo di tempo, ma per questo ci sono altri sentieri.

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Adesso scende il sole e torno in baita, mi faccio un bagno caldo e al fuoco del camino proverò la ricetta del pane alle castagne che Laura ha inavvertitamente abbandonato sul tavolo accanto alla dispensa. Dopodiché passerò la notte a fare un binge-watching di Jessica Jones, perché magari non sono quello che faccio, ma a volte vorrei proprio essere quello che guardo.

Pane di San Martino alle castagne

Ingredienti
350 g di farina bianca “0”, 250 g di farina di castagne, 50 g di gherigli di noci, 50 g di castagne cotte, 50 g di semi misti (zucca, sesamo, papavero), 30 g di lievito madre essiccato, 400 ml d’acqua, 1 cucchiaino di miele millefiori, 2 cucchiai abbondanti di olio extravergine d’oliva, sale

Preparazione
Fai sciogliere il lievito in un bicchiere di acqua tiepida e miele. Setaccia le farine e disponile a fontana su una spianatoia insieme a un cucchiaino di sale e due cucchiai d’olio. Aggiungi un poco alla volta l’acqua a temperatura ambiente e il lievito sciolto, poi inizia a impastare con energia. Quando avrai ottenuto un panetto liscio e omogeneo, mettilo in una ciotola, ricoprilo con un paio di canovacci e lascialo lievitare in un ambiente abbastanza caldo per un paio d’ore. Terminata la lievitazione impasta nuovamente il pane per una decina di minuti incorporando i gherigli di noce e le castagne tritati. Prepara delle pagnotte tonde di medie dimensioni: fai una croce sulla superficie con un coltello e decorale con una spolverata di semi misti. Mettile a lievitare su una teglia ricoperta di carta da forno per altri 30-40 minuti, dopodiché cuoci il pane nel forno preriscaldato a 180°C per circa 40 minuti. Appena la superficie risulterà dorata e dall’aspetto croccante, estrai le pagnotte dal forno, lasciale raffreddare e servile tiepide, tagliate a fette, con salumi e formaggi morbidi oppure burro, miele e marmellate.

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about Emma

Sono una cinefila per vocazione, procrastinatrice professionista, laureata nell'arte di scongelare. Vivo di serie TV e ricordi d'America. Non ho (ancora) imparato a cucinare, ma spesso me ne dimentico. Abito in Via delle Ortiche 23, piano terra, appartamento a ovest.

2 comments
  1. Little Miss Book says:

    Mi ci ritrovo nel tuo ritratto. Pensi che qualcosa possa cambiare, invece noti che solo chi ti sta intorno evolve. E sempre in meglio. Tu stai ad aspettare la tua occasione, che chissà quando arriverà e se arriverà.
    Apri nuove porte!

    Ps: I libri della prima foto?

    • Carlotta Fiore says:

      Ciao! Grazie mille per aver lasciato questo tuo commento 🙂 Un abbraccio!

      P.s. I libri sono “Il mondo segreto delle piante” di Jeanne Failevic, Véronique Pellissier (Editoriale Scienza, 2014) e “Charley Harper: An Illustrated Life” di Todd Oldham (Ammo Books, 2011)

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