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Sono esattamente un paio di giorni che vivo in cantina. In mezzombra. No, non c’è nessun esperimento segreto o rave party privato e non mi è tornata la paura di un attacco governativo russo. Sto solamente dando vita all’annuale happening di fine estate: la preparazione della conserva di pomodoro. Una specie di rito esistenziale senza cui è impossibile cominciare l’autunno.

La scelta della cantina come luogo dedicato alla produzione di salsa è stato quasi obbligatorio: fino all’anno scorso l’ho sempre preparata in casa con tranquillità e, soprattutto, luce. Ma, sempre l’anno scorso, nel momento della bollitura dei barattoli qualcosa dev’essere andato storto e, come nelle migliori trasmissioni di esperimenti esplosivi, un vasetto in pressione si è stappato lanciando verso l’alto una specie di molotov di salsa che mi ha laccato di rosso tutta la stanza. Dopo aver visto il cane e la piccola peste cercare di ripulire con la lingua il piano cucina, ho capito che era ora di espatriare in cantina.

Sì, lo so, sono un po’ in ritardo con la “produzione” ma quest’anno, con la semina, forse e dico forse, mi sono lasciata un po’ prendere la mano. La verità è che da un anno cerco di coltivare più verdure possibile, 100% biologico e km 0: coltivate da me, curate da me, senza nessun trattamento. Una specie di scelta di vita… e forse ho visto troppi documentari sulla Monsanto! Ho il terrore che da un momento all’altro venga qualcuno dall’accento americano a prendersi l’orto per coltivarci ogm! Vabbè, comunque, ad un certo punto, mi sono trovata nell’orto sommersa dai pomodori: più ne raccoglievo, più ne nascevano. Così, domenica scorsa, siccome l’umore nero dal ritorno dalle vacanze in condominio era un po’ migliorato, ho costretto tutti alla raccolta coatta del pomodoro: chi più chi meno – Daniela – ma c’era felicità contadina nell’aria. Fare cose nell’orto, curare qualcosa che cresce dalla terra fa proprio questo effetto: quiete e zero pensieri. Sì, ok, anche un po’ di fatica ma a volte per essere felici bisogna sudare, no?

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Dopo aver rasato anche il mini campo di basilico che era cresciuto con mio grande orgoglio, mi sono chiusa in cantina, come se fossi in un laboratorio chimico chiuso al pubblico, e per due giorni: acidità pomodorosa e barattoli, solo questo.

La mia conserva di pomodoro, da che mondo e mondo, si fa con la macchinetta per la passata di mia nonna, che le portarono alcuni parenti direttamente da Napoli negli anni Cinquanta, altrimenti non è passata di pomodoro. E si fa a caldo, cuocendo i pomodori prima di ripassarli nell’attrezzo magico. Ho anche ereditato due enormi pentoloni per la bollitura dei barattoli: nessuna esplosione quest’anno.

Posso affermare che, ora, ci sono bottiglie e vasetti di passata di pomodoro biologica per tutto l’anno e per tutto il condominio: proibito utilizzare qualsiasi altro intruglio al pomodoro, altrimenti ci arrabbiamo!

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Il titolo è stato preso in prestito da una delle battute di The Big Bang Theory: “Ti racconto la faccenda dei pomodori e credo che ti piacerà. Sono venduti insieme alle verdure ma tecnicamente sono una frutta.”

Passata di pomodori biologica

Attrezzatura
Macchina per passata manuale o un passaverdura, teli di lino da caseificio o di cotone, vasetti o bottiglie di vetro già sterilizzati

Ingredienti
4 kg di pomodori tipo San Marzano o tondi a grappolo, basilico fresco, sale

Preparazione
Lava e taglia i pomodori in 4 parti e mettili in una grande pentola. Accendi il fuoco e lasciali sobbollire per 45 minuti. Appena saranno cotti inizia a passarli nella macchina per la passata, o con il passaverdura. Se utilizzi la macchina per la passata le bucce con i semi verranno divise dalla polpa e raccolte in due contenitori differenti. Ripassa le bucce un’altra volta per raccogliere anche i più piccoli residui di polpa. A questo punto puoi iniziare a scolare la passata: rovesciala in un altro grande contenitore dove avrai appoggiato il telo di lino o cotone, poi lascia scolare l’acqua acidula residua. Rimetti la conserva nell’altro grande contenitore (puoi usare anche un’altra pentola capiente) e aggiungi un paio di cucchiai di sale e delle foglie di basilico fresche, ben lavate e intere. Dopo averla accuratamente mescolata travasa la salsa nei vasetti o nelle bottiglie con un imbuto, lasciando sempre 2 o 3 centimetri liberi dal bordo superiore. A questo punto potrai mettere la tua conserva sotto vuoto: metti tutti i vasetti possibili in una grande pentola, separando gli uni dagli altri con qualche canovaccio, ricoprili con l’acqua e falla bollire per circa un’ora. Lasciali raffreddare all’interno della pentola, insieme all’acqua e, appena pronti, asciuga bene i barattoli e riponili nella tua dispensa, pronti all’uso. Potrai conservarli anche per un anno intero.

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about Lidia

Sono una neo-mamma, ex-carnivora, in rotta di collisione con il mondo bio. In equilibrio precario tra la disciplina Zen di coltivare sul balcone e la tentazione di abbandonarmi al fritto, cerco costantemente conferme da tutti (cane compreso) Abito in Via delle Ortiche 23, primo piano, appartamento a nord.

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