lidia

Mailto: viadelleortiche23@googlegroups.com

Text: Ciao ragazze! Avete presente quei periodi in cui l’idea di sistemare casa e mettere a posto i milioni di oggetti che possiedi – che normalmente sono al di fuori della loro sede – proprio ti ripugna? Quei momenti in cui vorresti solamente spargere ovunque tutto quello che ti capita in mano, lanciandolo a caso nell’universo? Quei giorni in cui piuttosto che riordinare vai a fare triathlon amatoriale? Bene, a casa mia, per Paolo e il suo minimé di 3 anni, questi periodi sono perenni. E indovinate un po’ cosa succede quando fai la spaccata con le biglie di vetro sul pavimento in salotto con il mattarello della cucina, nell’inutile tentativo di spiegare il gioco del biliardo a tuo figlio ancora convinto di essere innamorato di Peppa Pig? Ma soprattutto cosa succede se le biglie, qualche ora dopo, sono ancora lì mentre qualcun altro della casa sta passando, beatamente immersa nei fatti suoi? Ecco succede che Lidia ora è all’ospedale e ha un piede rotto!
Ragazze, mi dispiace, ma purtroppo per la cena del Ringraziamento non riuscirò ad esserci… che tristezza!

Lidia

P.s. Il cibo qui è terribile e vorrei tanto una birra per dimenticare!

emma

Oh mio Dio!
Avevo finito di apparecchiare da poco più di dieci minuti, quando decido di inviare un’ultima mail e invece mi ritrovo davanti il messaggio di Lidia.
La cena si fa lo stesso, penso.
No, va assolutamente contro lo spirito della festa, penso.
Certo che la mia tavola…
La mia tavola è bellissima. Ho comprato su Etsy quattro segnaposti in legno. Due indiani e due padri pellegrini. O meglio: un padre pellegrino e una madre pellegrina. Poi ho pensato che potesse essere un’idea di pessimo gusto e ho optato per: sobrietà.
Il Ringraziamento. Ogni anno per qualche motivo qualcosa succede e non c’è nessun Ringraziamento. Un anno non riesce il tacchino, un anno la neve e “non ce la sentiamo di prendere la macchina”. Un anno Lidia si rompe un piede e finisce all’ospedale. Al prossimo Ringraziamento ringrazierò di essere riuscita a sedermi a tavola. A meno che

Emma

daniela


-Dani!
-Dimmi.
-Andiamo lo stesso.
-Dove?
-All’ospedale.
Ringrazio per aver solo affittato questo appartamento, invece di comprarlo.
-Emma: non ti capisco. Spiegami tutto dall’inizio.
Cinque minuti dopo stiamo organizzando La Grande Fuga al contrario. Lì si portavano fuori prigionieri, qui si porta dentro un tacchino. Certo Lidia poteva prendere meno alla lettera la tradizione di spezzare le ossa.
-Il tacchino?
-Il tacchino.
-E come lo portiamo dentro il tacchino?
-Fingi di essere incinta e lo nascondi sotto il vestito.
-Non se ne parla.
-Fingi di stare male e distrai la guardia.
-Non è mica una prigione, è un ospedale: non c’è nessuna guardia.
-Distrai l’infermiera, allora.
Dico a Emma di aspettare un attimo e vado nell’altra stanza. Chiamo Chiara, che dovrebbe essere di turno.
-Ciao! Va tutto bene?
-Sì, tutto a posto. Posso solo chiederti un favore? C’è un’amica ricoverata in ortopedia. Dici che riesco a farle avere un po’ di tacchino?
-In ortopedia? Nessun problema.
Saluto Chiara, torno da Emma e le dico che va bene. Ci penso io a distrarre la guardia.

Daniela

1

Ero visibilmente in panico: 6 ore di cottura, sfiorata la perfezione in termini di croccantezza e doratura, farcitura ai limiti del filologico, il forno, chiaramente, da buttare. Avevo il volto della catastrofe: un tacchino così che rischiava il tracollo gustativo a causa dello sbalzo termico da trasporto.
Se si raffredda troppo è finita!
Così, ad un certo punto, prendo la decisione definitiva: sporzionarlo, saltando a piè pari la millenaria tradizione di affettarlo davanti a tutti gli invitati alla tavola, per metterlo in quattro piccoli contenitori termici. A volte, abbandonarsi all’acquisto compulsivo degli attrezzi e contenitori da cucina, ritorna utile…
Un catering d’emergenza portatile ineccepibile: tutto impacchettato e pronto per il trasporto clandestino; il tacchino e il purè ai broccoli, la salsa ai mirtilli e la gravy in piccole bottigliette, il pane di mais già affettato e una bottiglia di Champagne.
Non rimane che vestirsi di nero e sincronizzare gli orologi.

Laura

Tacchino farcito del Ringraziamento

Ingredienti
1 tacchino intero (6-7 kg), 200 g di burro, 2 arance biologiche non trattate, paprika dolce, sale e pepe
Per il ripieno: 500 g di salsiccia, 150 g di burro, 3 cipolle bianche, 3 mele Granny Smith, 3 cups di mollica di pane bianco, 3 cups di mollica di pane integrale, 3 cups di mollica di pane di mais, 1 uovo, 1 cucchiaio di timo in polvere, 1 cucchiaino di salvia in polvere, prezzemolo fresco, olio di semi di mais, sale e pepe
Per la salsa Gravy: Amido di mais, vino bianco frizzante, brodo di carne, sale e pepe

Preparazione
Prepara il ripieno il giorno prima: fai sciogliere metà burro in una padella grande antiaderente, aggiungi le cipolle precedentemente tritate finemente e lasciale soffriggere finché non risulteranno morbide e dorate. Riponile a parte in una ciotola. Poi fai sciogliere la parte rimanente del burro in un’altra padella e aggiungi le mele a pezzetti: lasciale soffriggere senza perderne la consistenza croccante. Dopodiché aggiungi la salsiccia sbriciolata finemente e lasciala cuocere per qualche minuto. Nella ciotola insieme alle cipolle unisci tutti gli ingredienti e aggiungi l’uovo, le molliche di pane, il timo, la salvia, sale, pepe e prezzemolo tritato. Mescola tutto accuratamente e lascia raffreddare il ripieno: ricoprilo con la pellicola trasparente e conservalo in frigorifero.
Il giorno dopo lava e asciuga molto bene il tacchino, poi spremi le arance e bagnalo in ogni sua parte per rinfrescarlo. Riempi il tacchino con il ripieno preparato, metti le metà di un’arancia tagliata alle estremità e richiudilo, cucendolo attentamente con lo spago. Con le mani spalma metà del burro già ammorbidito su tutta la superficie esterna del tacchino, aggiungi sale, pepe e paprika. Dopo aver legato con lo spago le cosce, adagialo in una grande teglia larga e profonda e mettilo in forno preriscaldato a 170°. Nel frattempo fai sciogliere il restante burro con un po’ d’olio di semi in un tegamino. Dopo 30 minuti, apri il forno e irrora il tacchino con il burro fuso e olio. Ripeti l’operazione ogni 30-40 minuti, utilizzando anche il sugo del tacchino stesso. A cottura ultimata, dopo circa 5 ore, estrai il tacchino morbido, dorato e croccante. Lascialo riposare per 30 minuti coperto con carta stagnola e nel frattempo prepara la salsa gravy.
Versa tutto il sugo prodotto dal tacchino in un pentolino, aggiungi un cucchiaio di amido di mais sciolto in un bicchiere di brodo caldo, un bicchiere di vino bianco frizzante, sale e pepe: fallo addensare sul fornello e tieni in una ciotola a parte la crema densa appena ottenuta. Affetta il tacchino con un coltello affilato e servilo con il ripieno in precedenza messo da parte, purè di patate e broccoli, salsa ai mirtilli e pane di mais.

Pane di mais

Ingredienti
400 g di farina di mais, 300 g di farina bianca “00”, 2 cucchiaini di bicarbonato di sodio, 2 cucchiaini di sale, 6 cucchiai di zucchero semolato, 400 ml di latte intero, 4 uova medie, 100 g di burro

Preparazione
Mescola le farine, il bicarbonato, il sale e lo zucchero in una ciotola mentre, in un’altra ciotola, sbatti le uova con il latte e il burro fuso. Dopodiché unisci i due composti e amalgamali accuratamente utilizzando il robot da cucina oppure le fruste per eliminare tutti i grumi. Ungi una teglia con il burro e versa l’impasto: cuoci il pane di mais in forno preriscaldato a 180°C per circa 30 minuti, finché non risulterà compatto e dorato.

Purè di broccoli e patate

Ingredienti
500 g di broccoli freschi, 500 g di patate bianche, 8 chiodi di garofano, 150 ml di latte intero, 1 spicchio d’aglio, 1 scalogno, burro, brodo vegetale, olio extravergine d’oliva, sale e pepe

Preparazione
Lava accuratamente e taglia i broccoli e le patate a pezzi piccoli, trita finemente uno spicchio d’aglio e uno scalogno. Soffriggi il trito di aromi in una pentola dai bordi alti con un filo d’olio. Appena lo scalogno risulterà dorato, aggiungi le patate e i broccoli con mezzo litro di brodo vegetale. Lascia cuocere le verdure con il coperchio per circa 15-20 minuti. Appena le verdure saranno cotte, lasciale raffreddare e frullale con un mixer a immersione. Quando la purea avrà raggiunto la consistenza desiderata rimettila sul fuoco con il latte e qualche noce di burro, lasciala sobbollire per qualche minuto, aggiungi sale e pepe e servi il purè ben caldo.

Salsa ai mirtilli

Ingredienti
340 g di mirtilli maturi, 210 g di zucchero semolato, 240 ml di acqua minerale naturale, 1 arancia biologica non trattata

Preparazione
Lava i mirtilli e l’arancia accuratamente. In una casseruola sciogli lo zucchero con l’acqua e portalo a ebollizione. Aggiungi i mirtilli e lasciali cuocere per almeno 10 minuti. Eventualmente rimuovi la schiuma che si forma con un cucchiaio. Unisci al composto la buccia grattugiata e il succo spremuto dell’arancia, mescola con attenzione e lascia sobbollire ancora per un minuto. Frulla tutto con il mixer, setaccia la salsa con un colino a maglia fine e servi la crema ottenuta a temperatura ambiente.

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about Via delle Ortiche 23

Via delle Ortiche 23 è l’indirizzo di un condominio (immaginario, ma non per questo meno reale) in cui quattro donne molto diverse tra loro vivono e imparano a conoscersi, un luogo in cui raccontano le loro storie attraverso un unico comune denominatore: il cibo.

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