trittico pippi

Appena arriva l’autunno la spietata e irrefrenabile voglia di mangiare i funghi assale tutti, me compresa. Sarà quella sensazione muschiata che sento addosso, non so, che mi fa sentire particolarmente in simbiosi con il sottobosco.
Certo, però, averceli… i funghi.
O meglio, il tentativo di recuperarli, effettivamente, c’è stato.
Appena arrivano le prime nebbie e cadono le foglie dagli alberi l’abitante maschile adulto della casa subisce una trasformazione.
In casa iniziano a comparire tute mimetiche con svariate tonalità di camouflage, strani zaini – sempre camou – con una retina sul fondo, bastoni con piccoli punzoni sulla base, cestini in vimini da picnic, coltellini di varie forme e misure con uno spazzolino morbido da un lato.

prima copia

Mentre l’expo di oggetti strani termina sul tavolo della cucina, ho blindato l’abitante maschile piccolo in bagno per evitare che si potesse affettare o infilzare qualche arto, siccome a volte ho la sensazione che abbia almeno 10 mani come la dea Kalì.
Ho riconosciuto l’esprit quando Paolo ha estratto come una reliquia la sua “magna guida” del micologo: il fungaiolo esperto è tra di noi, come ogni autunno. Un incubo che si ripropone da quando ha seguito un corso di micologia online di dubbia provenienza.
Generalmente la domenica prescelta per la “caccia” è preceduta dalla visita di uno strambo amico di montagna che compare unicamente tra settembre e novembre con il quale Paolo decide la preda e l’area di azione: ovviamente, porcini in Appennino.
Sveglia alle 5.00 del mattino. Sveglia anche per me. Sveglia anche per la piccola vedetta lombarda, che ovviamente non si riaddormenterà più. Ti odio.

Riesco ad imbambolare per 5 minuti Rambo davanti ai Teletubbies che ridono mentre il fungaiolo esce di casa e, con perfidia, gli ricordo sempre la sua prima volta con il sottobosco: la raccolta eccezionale di un’enorme cesta di porcini, i mille dubbi dell’inesperienza che lo assalgono e il “gentile” guardaboschi che, fermato per chiarimenti, gli risponde candido “No, no, per carità li butti tutti: sono velenosi!” ma soprattutto la visione del forestale che da lontano se li va a riprendere, infilandoseli nella sua cesta di vimini!

trittico funghi
Passo una domenica pensando ai funghi da mangiare – ricetta di Laura, non si sbaglia – e a guardare un film che mi ha passato Emma e, mentre piango con una vite tagliata per il film, ecco il rientro dalla missione in legione straniera.
Fango a parte – per gli eroi di guerra l’opzione “lascia fuori gli stivali” non c’è – vedo una bella cassettina in legno piena di porcini. Stupore.
Però poi penso: ma non era uscito con un cestino di vimini.

Qualche secondo dopo compare anche il cestino con dentro un funghetto senza dignità un po’ mangiato qua e là, probabilmente da un bruco blu che con la pipa fa AEIOU con il fumo, e decisamente ancora abitato. Mentre blocco Rambo che stava per mangiarsi il fungo con l’inquilino dentro, chiedo:

“Ma la cassettina? L’hai costruita tu nel bosco perché il cestino non bastava?”
“No, vabbè, sai è una stagione questa che rende poco, i castagni poi hanno poche foglie… siamo stati molto bassi come altitudine, poi il sottobosco è rovinato dall’uomo stesso… è piovuto molto e alcune aree sono impraticabili. C’era una vecchina che, poveretta, li aveva raccolti nelle zone più alte, chissà che fatica e così li ho presi a soli 20 € all’etto!” Arte drammatica, non c’è che dire.

dittico ingredienti copia
La scorpacciata di funghi più cara della storia: quasi soffoco, ovviamente dalle risate, mentre penso ad Alice nel Paese delle Meraviglie.

“Un lato ti farà diventare più alta e l’altro ti farà diventare più bassa. “Un lato di che cosa? L’altro lato di che cosa?” pensò Alice fra sé. — Del fungo, — disse il Bruco, come se Alice lo avesse interrogato ad alta voce; e subito scomparve.” Lewis Carroll

* Il titolo è stato preso in prestito da uno dei racconti nel Marcovaldo di Italo Calvino.

Mattonelle di polenta gialla al forno con funghi porcini, finferli e Fontina

Ingredienti
300 g di farina di mais, 300 g di funghi porcini e finferli, 200 g di Fontina Valdostana, 500 ml di latte intero, aglio, burro, passata di pomodoro, prezzemolo, olio extravergine d’oliva, sale e pepe

Preparazione
Fai bollire il latte con mezzo litro d’acqua e un pizzico di sale in una casseruola, unisci la farina di mais a pioggia e lascia cuocere la polenta per un’oretta. Appena la consistenza risulterà abbastanza compatta, togli la casseruola dal fuoco e incorpora un paio di noci di burro e 100 g di Fontina, precedentemente tagliata a dadini, mescolando molto bene. Versa la polenta in una teglia rettangolare inumidita con acqua e lasciala raffreddare. Nel frattempo, fai rosolare uno spicchio d’aglio in padella con un po’ d’olio e, dopo averlo eliminato, aggiungi i funghi, ben lavati e tagliati a pezzetti e lasciali cuocere per 15-20 minuti aggiungendo un cucchiaio di passata di pomodoro. Appena pronti, aggiungi un pizzico di sale e pepe insieme al prezzemolo fresco tritato finemente. Dividi la polenta in quadretti e ricoprili di funghi e fontina tritata. Inforna la polenta farcita a 200°C e, appena la superficie sarà ben dorata e croccante, servi le mattonelline di polenta molto calde.

Abbinamento consigliato: un profumatissimo DOC Collio di Ronco Blanchis che mette insieme Friulano, Chardonnay e Sauvignon. Bevuto a 10-12°C sarà perfetto con le sue intensità fruttate e floreali. Complesso e affascinante.

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about Lidia

Sono una neo-mamma, ex-carnivora, in rotta di collisione con il mondo bio. In equilibrio precario tra la disciplina Zen di coltivare sul balcone e la tentazione di abbandonarmi al fritto, cerco costantemente conferme da tutti (cane compreso) Abito in Via delle Ortiche 23, primo piano, appartamento a nord.

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