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È statisticamente provato che, nelle giornate estive, più aumenta il caldo e più aumenta la voglia di fritto e l’attrattiva di mettersi davanti a fornelli roventi e pentole che sbuffano quanto l’Etna. Forse dipende dalla fuga estiva dello spirito di conservazione dall’essere umano, che perde clamorosamente ai punti contro afa e anticiclone africano.
Se poi scopri di non poter andare in vacanza a luglio ma di doverci per forza andare ad agosto, senti addosso quella sensazione spiacevole di lenta agonia nella canicola.
L’unica soluzione che mi rimane è lasciare andare le mie pulsioni autolesioniste e friggere, come se non ci fosse un domani.
Faccio finta di essere in Sicilia, se non si frigge lì non si frigge da nessuna parte… Leonforte, Trapani, Catania, al fresco tra gli ulivi con un pacco di pasta di Benedetto Cavalieri. Maccheroni rigati, per essere precisi.
Una cerimonia sacra: basilico, pomodori succosi praticamente nettare, melanzane lunghe viola scuro, ricotta salata, magari anche infornata. Pasta “alla norma”, perfetta: barocca, superba, audace. Ma soprattutto: melanzane rigorosamente fritte!
Ne uso un paio, fra le quali anche quella che stamattina il piccolo terrorista di Lidia mi ha lanciato dal balcone alla velocità di un’asteroide.
A metà frittura, avevo finito l’ossigeno e aprendo la porta di casa per respirare ho incontrato la nuova inquilina che, tra l’incuriosito e l’inorridito, mi chiede spiegazioni a riguardo del repentino aumento di temperatura nel piano…
Poi, la domanda fatale: «Ma questa ricetta si può fare con tofu e alghe nori?»
Nonostante io adori il tofu e le alghe nori, penso di aver fatto un’espressione ricca di crepe sul viso: «Massì, dai, forse sì… d’altronde, fritte, son buone anche le scarpe!»

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Il titolo è liberamente tratto da una famosa citazione dal libro Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop di Fannie Flag: “Il segreto è nella salsa”.

Pasta alla norma

Ingredienti
500 g di pomodori pelati freschi, 400 g di maccheroni rigati, 200 g di ricotta salata, 12 foglie di basilico, 2 melanzane lunghe, 2 spicchi d‘aglio rosso, olio extravergine d’oliva, zucchero, sale grosso

Preparazione
Lava le melanzane, spuntale e tagliale a fette di medio spessore: cospargile con sale grosso e mettile in uno scolapasta. Lasciale spurgare, con un peso sopra, per almeno un’oretta. Prepara, intanto, la salsa: in una padella antiaderente fai imbiondire l’aglio con un po’ d’olio e aggiungi i pomodori pelati, tagliati a pezzetti. Lasciali cuocere a fuoco moderato, continuando a schiacciarli con un cucchiaio di legno, per almeno 30 minuti, fino a quando il sugo non si sarà addensato. A fine cottura aggiungi un pizzico di zucchero e 6 foglie di basilico. Nel frattempo, lava con cura le melanzane per eliminare tutto il sale, asciugale e friggile in olio ben caldo: a doratura perfetta, mettile su carta assorbente. Fai cuocere i maccheroni in acqua bollente già salata e prepara la ricotta, grattugiandola in una ciotola. Taglia a listarelle, a cubetti o come preferisci le melanzane fritte e falle saltare in una padella antiaderente con qualche cucchiaio di sugo, tenendone da parte un po’ per la decorazione. Scola la pasta al dente e uniscila nella padella con le melanzane: saltala per un minuto e poi servi la pasta ricoprendola con il sugo di pomodoro, qualche cubetto di melanzana fritta, la ricotta salata grattugiata e le foglie di basilico fresco.

Abbinamento consigliato: per un piatto aromatico e dolce come questo ci vuole un rosato giovane, tannico e fresco come un Etna Rosato DOC Tenuta delle Terre Nere.

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about Laura

Dicono che io sia una foodie esperta, musicofila e librofila, irrimediabilmente affetta dalla sindrome della tuttologia. Se la vita fosse una selezione di categorie, mi collocherei in quella degli "smanettoni". Moderatamente nerd, talvolta mi convinco di essere la reincarnazione di Carême. Abito in Via delle Ortiche 23, primo piano, appartamento a est.

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