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Ci sono giorni in cui tutto va alla rovescia, in cui ogni cosa va storta e devi proprio impegnarti per credere, senza vedere catastrofi nel tuo futuro prossimo, che passerà presto e rimarrà solo un pessimo ricordo.
Ci sono giorni in cui niente va per il verso giusto, in cui tutto sembra un po’ sbagliato e fuori posto.
A partire dalla notte nera e profonda che, proprio mentre stai cercando inutilmente di finire un articolo, nonostante la tua massima aspirazione sia dormire ed eventualmente svegliarsi nell’altro continente, sembra sempre troppo corta.

Non che la mattina sia migliore se ti alzi dal letto, calpesti gli occhiali che avevi messo sul pavimento e li frantumi: è un pessimo presagio. Allora cerchi di fare colazione ma ti rendi conto che manca la corrente nel quartiere. Sì, perché alle 5:00 del mattino tutti gli “hobbisti” dei condomini vicini e le casalinghe, che soffrono d’insonnia, sono particolarmente svegli e sveglie e accendono contemporaneamente: aspirapolvere, forni, ferri da stiro, svariati microonde, televisioni e radio, macchine da cucire, vaporetti, lavastoviglie e lavatrici già al 20° lavaggio, un bindello, un tornio amatoriale, il ferro da stiro scolla fòrmica, il compressore per soffiare via foglie secche, il trapano a pressione, una motosega e la spara punti per tappezzare. Ti rendi conto in quel momento, se riesci a non pensare al brusio di fondo, che il tuo computer era acceso prima del blackout e che non hai salvato il tuo lavoro prima di addormentarti sognando le isole Fiji. Continui ad incassare malessere.

Allora esci a qualsiasi costo ma tutto il mondo sembra lento e arrabbiato. Al supermercato, al bar, in coda in posta mentre ti chiedi com’è possibile che sul tabellone siano arrivati al numero 60 e tu hai il 146, mentre ti rigano la macchina ed è di certo colpa tua se hai parcheggiato male, in biblioteca dove tentano di bloccarti il prestito dato che qualcuno non ha restituito, a nome tuo e chissà perché, un manuale sul piano nazionale per la salvaguardia dell’anatra marmorizzata. Mentre sei seduto dal medico e ti rendi conto che aspetti da talmente tanto tempo che hai letto un libro intero.

In questi giorni è meglio non parlare con nessuno. Sì, perché è il giorno in cui sicuramente i tuoi parenti ti faranno tutte le domande sconvenienti e scomode che accumulano da anni e che sono il motivo per cui te ne sei andata a vivere da sola, perché è il giorno in cui sospetti che i rapporti a distanza siano un nodo che non vuoi sciogliere, perché è il giorno in cui chiunque potrebbe farti sentire che il tuo spazio nel mondo è davvero molto piccolo.

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Alla ricerca di energia ed equilibrio, vado ad una lezione di Tai Chi e, al ritorno mentre ragiono sui pieni e sui vuoti dalla testa ai piedi, appena oltrepasso la soglia di casa, mi rendo conto che posso chiudere la porta e lasciare fuori tutto quello che non va bene. Perché ci sono giorni in cui osservare ciò che abbiamo intorno è importante per concentrarsi e percepire ogni singola cosa che ci fa sentire felici, fermare il tempo per un secondo. Un libro, una canzone, un bicchiere di vino, qualsiasi cosa. Per cui faccio un grande respiro, chiudo a chiave la porta e resto per un attimo sola, sul balcone. C’è un’aria bella, profumata in questa fine giornata d’inizio Estate. Nessun rumore, nessuna voce, nessun rancore ora. Io e basta. E domani, che avrà un tempo diverso, parleremo di tutto, anche di quello che non sappiamo.

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“Il risveglio comincia con due parole, sono e ora. Poi ciò che si è svegliato resta disteso un momento a fissare il soffitto, e se stesso, fino a riconoscere io, e a dedurne io sono ora.” Christopher Isherwood, Un Uomo Solo

* Il titolo è stato preso in prestito da una delle opere di Kurt Vonnegut.

Riso venere speziato con gamberi, zucchine, ananas e germogli

Ingredienti
200 g di riso venere nero, 150 g di zucchine, 100 g di gamberi freschi, 1 cipollotto, 1 limone naturale non trattato, 1 cucchiaio di salsa di soia, una manciata di germogli alfa alfa, una manciata di germogli di ravanello, un pizzico di Garam Masala fatto in casa*, olio extravergine d’oliva, vino bianco secco, semi di canapa, sale

Preparazione
Lava il riso venere e cuocilo in una pentola a pressione, aggiungendo acqua tanto quanto il doppio del suo peso, con un pizzico di sale per circa 20-25 minuti.
Cotto il riso lascialo riposare nella pentola, intanto trita la parte bianca del cipollotto e mettilo a rosolare in una padella con un filo d’olio, un pizzico di sale e di Garam masala*, continuando a mescolare senza bruciare le spezie. Taglia le zucchine a rondelle sottili e aggiungile nella padella ai gamberi lavati, sgusciati e puliti, con un pizzico di sale. Lascia cuocere qualche minuto, sfumando con un po’ di vino bianco. Aggiungi poi un cucchiaio di salsa di soia, l’ananas tagliato a cubetti e un po’ di buccia grattugiata del limone. Appena i gamberi saranno cotti (5-6 minuti al massimo), togli la padella dal fuoco facendo attenzione che le verdure e l’ananas siano ancora croccanti. Mescola il riso insieme ai gamberi, zucchine e ananas saltati in padella, aggiungi i germogli di soia freschi, un filo d’olio a crudo e semi di canapa e servilo in ciotoline monoporzione.

Abbinamento consigliato: verso il tramonto quando cala il sole Sciala il Vermentino di Gallura DOCG Superiore di Vigne Surrau. Profuma di frutta esotica, è morbido, persistente, fresco e dalle note minerali piacevolissime. Bellezza pura.

*Il Garam masala, una tipica miscela di spezie indiane, si può preparare polverizzando nel mortaio o con un macinino: cannella, cumino, coriandolo, cardamomo, chiodi di garofano, pepe nero, curcuma.

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about Laura

Dicono che io sia una foodie esperta, musicofila e librofila, irrimediabilmente affetta dalla sindrome della tuttologia. Se la vita fosse una selezione di categorie, mi collocherei in quella degli "smanettoni". Moderatamente nerd, talvolta mi convinco di essere la reincarnazione di Carême. Abito in Via delle Ortiche 23, primo piano, appartamento a est.

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