senza-titolo-1

La cucina di casa mia è diventata un porto di mare da soli pochi mesi e l’equazione è già in atto: se fai un lavoro di qualsiasi genere legato al cibo la tua vita, bonariamente, finisce. Nei tuoi giorni liberi se non sei nella tua cucina sei nella cucina di qualcun altro, se non stai cucinando parli di cucina, se non stai parlando di cucina stai scrivendo di cucina, se non sei a casa a pensare a una ricetta la stai mangiando da qualche altra parte…

2016-10-19_0033
Ti dai anche ottime giustificazioni per alimentare la tua ossessione: se non provi tutto il provabile non potrai mai migliorare e imparare dagli altri, bisogna sperimentare e visitare almeno tutti i ristoranti del mondo per incrementare l’esperienza palatale. Vabbè, sì, ok: è il mio giorno libero e sto parlando di cucina mangiando in un ristorante che non avevo mai provato e prendendo appunti, ma per lo meno non sto cucinando io. Sono in vacanza, no?
In realtà, in questa equazione, intervengono poi alcuni fattori che trasformano situazioni che sembrano ambigue in momenti bellissimi: gli amici e la compagnia perfetta, la sensazione di fuggire anche solo per due ore dalle solite abitudini, l’idea del viaggio da condividere.

2016-10-19_0031

Perciò se metti una domenica mattina di sole caldo e sereno, il suggerimento di un’amica su un luogo da visitare assolutamente, la missione di scovare meraviglie gastronomiche, il viaggio per noi quattro è già cominciato.
Scappiamo dal condominio e partiamo alla scoperta della Val Trebbia, direzione Rivalta. Perché, si sa, una delle zone dell’Emilia Romagna più famose per la sua tradizione gastronomica e per avere anche oggi tantissime eccellenze è proprio tutta l’area delle valli piacentine. In ordine sparso tutt’intorno ci sono circa: una quindicina di monti, le acque azzurre del grande fiume Trebbia, un lago, quattro valichi, tantissimi castelli e distese di campi coltivati dorati e brillanti, un’antica tratta delle vie del sale che arrivavano dalla Liguria e alcuni passaggi della Via Francigena. Sempre in ordine sparso sono passati di qui: Annibale, Barbarossa, il monaco irlandese San Colombano e, come vuole la leggenda, pure Ernest Hemigway. Grandi aspettative, sia chiaro.

2016-10-19_0028

Proprio all’imbocco della valle, sulla riva sinistra del fiume c’è Rivalta. Un puntino sulla cartina geografica che corrisponde a un borgo medievale perfettamente conservato. C’è tutto al suo posto: il castello, le mura difensive antiche, i nobili che lo abitano ancora, il parco, lo svettante “torresino” di controllo che si affaccia sul Parco Fluviale del Trebbia, le prigioni, il pozzo del taglio per le esecuzioni del famigerato duca cattivo.

senza-titolo-1-2

Ovviamente ci sono anche due fantasmi: messer Pietro Zanardi Landi, assassinato per questioni di eredità che si occupa di perseguitare eventuali eredi fraudolenti, e il cuoco Giuseppe assassinato nel Settecento a causa di piccanti questioni irrisolte con il capo maggiordomo. Ospiti reali illustri ne abbiamo? Certo: tracce del passaggio di Margaret d’Inghilterra restano documentate negli archivi di Scotland Yard e della Digos che nel 1993, circa alle 21:30 locali, ricevettero una telefonata da uno dei servitori della contessa per segnalare l’accensione repentina e paranormale di tutti gli elettrodomestici in contemporanea, rivelando anche il probabile colpevole: il simpatico ed etereo Giovanni.

2016-10-19_0032

E poi c’è lei, La Locanda del Falco, quasi di fronte all’ingresso del castello. Entrando, sulla sinistra, la prima cosa che ci accoglie è la sua famosa bottega-dispensa: è una sorta di sintesi filosofica del locale, ma anche una vera e propria esposizione dei prodotti (frutta, verdura, salumi DOP, conserve, etc.) che vengono utilizzati in cucina, una “dichiarazione” di freschezza e qualità. Ci mettiamo nel dehor, in un angolo del cortiletto, vicino al glicine e fermiamo un po’ il tempo. Siamo dentro un pezzo di storia della cucina piacentina, uno di quei posti che ci sono sempre stati, per difendere e reinterpretare la tradizione. Ospitato in uno degli edifici più antichi del borgo, dove un tempo l’antico banchiere trattava i suoi affari, Il Falco è un ristorante in attività dal 1975, gestito da sempre dalla famiglia Piazza. Sabrina, l’odierna chef e proprietaria, insieme ai suoi collaboratori giapponesi Tomo e Yurika che donano alla cucina un gusto e una curiosità internazionale, riescono a trasmettere a chi frequenta il locale, la sensazione di “casa” che tutti conosciamo e cerchiamo.

2016-10-19_0030

Mentre assaggiamo in estasi pisarei e fasò, tortelli alla piacentina con ricotta e spinaci al burro fuso e ottime carni piemontesi, sappiamo di aver raggiunto la meta e di aver terminato la “missione”. Ci portiamo a casa, dentro di noi: la bellezza della scoperta e della ricerca di luoghi sconosciuti, l’esempio di quanta passione e professionalità ci vuole per essere ristoratore, la costante gentilezza ed eleganza, la bontà di una cucina fatta col cuore.

2016-10-19_0029

DA SCOPRIRE E PROVARE

Castello di Rivalta (PC)

L’Antica Locanda del Falco

Ringraziamo per le chiacchiere, il cibo e l’accoglienza Sabrina Piazza, che porta avanti da più di vent’anni la tradizione culinaria dell’Antica Locanda del Falco, e il suo staff: Yurika Koeda, Tomohide Nakayama e tutti i suoi collaboratori di sala e cucina.

RICETTA DEL POSTO: Pisarei e fasò

Ingredienti per 4 persone

Per la pasta: 400 g di farina bianca “00”, 200 g di pangrattato, acqua

Per il sugo: 200 g di fagioli borlotti secchi, 100 g di polpa di pomodoro, 30 g di burro, 80 g di lardo, 1 costa di sedano, 1 carota, 1 cipolla, Parmigiano Reggiano, brodo vegetale, sale e pepe

Preparazione

Metti i fagioli in ammollo la sera prima della preparazione della ricetta e, il giorno dopo, falli lessare in acqua salata. A metà cottura scolali e lasciali raffreddare. In una casseruola a parte metti il burro e la cipolla tritata insieme al sedano e alla carota: falli soffriggere aggiungendo anche il lardo tritato e i fagioli già cotti. Lascia insaporire il tutto qualche minuto e poi aggiungi la polpa di pomodoro, un pizzico di sale e pepe e cuoci a fuoco moderato con il coperchio per 30 minuti, aggiungendo eventualmente un po’ di brodo vegetale. Quindi prepara la pasta: mescola farina e pangrattato con l’acqua finché non otterrai un impasto sodo, ma non troppo duro. Quando la pasta sarà ben amalgamata, infarina un tagliere e prepara con le mani dei piccoli cilindretti di pasta dello spessore di una matita: tagliali a piccoli pezzi e, con il pollice, dagli la forma di piccoli gnocchetti. Cuoci i pisarei in acqua bollente e già salata, scolali e condiscili con il sugo di fagioli e Parmigiano Reggiano grattugiato.

Abbinamento consigliato: Colli Piacentini Gutturnio frizzante DOC, un vino colorato e allegro, secco e pulito al palato, è color rosso rubino e ha un profumo intenso e vinoso.

Print Friendly

about Laura

Dicono che io sia una foodie esperta, musicofila e librofila, irrimediabilmente affetta dalla sindrome della tuttologia. Se la vita fosse una selezione di categorie, mi collocherei in quella degli "smanettoni". Moderatamente nerd, talvolta mi convinco di essere la reincarnazione di Carême. Abito in Via delle Ortiche 23, primo piano, appartamento a est.

Lascia un commento