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Non ho ancora ben capito se è destino che le cose che desideri non accadano o se è destino che ne accadano altre che non ti erano nemmeno passate per l’anticamera del cervello. Ecco, l’arrivo dell’autunno e di questa umidità che fa assomigliare tutto al clima di una torbiera, fa aumentare clamorosamente il mio tasso di paranoie, paturnie e nostalgia. Tanto che nemmeno il sorprendente raid di pulizia notturno di Daniela nell’orto mi ha risollevato.

No, non è vero, in verità mi ha “risollevato” dal letto. Non è esattamente confortante sentire alle 3:25 della notte inquietanti fruscii provenire dall’orto, posizionato sotto la mia camera, e poi sentirsi in obbligo di afferrare la mazza da baseball che vive sotto al proprio letto e urlare dal balcone un sordido “Chi va là?” come se io fossi Clint Eastwood e davanti a me ci fosse un accampamento di indiani nascosti nel buio. Ovviamente Daniela mi ha risposto subito: “Cosa c’è? Sono io, no! Vai a dormire!” Talmente perentoria che sono tornata a dormire, subito, senza fiatare.

Nonostante l’avventura notturna, la mattina è iniziata in modo pessimo in piena atmosfera autunnale: telefonata di mia madre, ossia un soliloquio nel quale ha ripetuto almeno 50 volte: “E adesso cosa farai? Hai pensato al futuro? Non dovevi lasciare il lavoro. Puoi tornare a casa quando vuoi, lo sai”.

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Mentre parlava ho lasciato il telefono sul tavolo, scrollando via il brivido lungo la schiena che ho sentito alle parole tornare-a-casa, e mi sono messa a preparare la colazione pensando a come sarebbe stato svegliarsi a New York, scrivere a New York, mangiare a New York, la città dove sarebbe stato bello approdare. Quindi: svegliarsi in un appartamento mignon, prendere la metropolitana, leggere sulla metropolitana, l’iPod e le cuffie, scrivere in una biblioteca o in un locale col wi-fi, andare a mangiare un Sandwich Pastrami da Katz’s Deli tra Soho, Nolita e Chinatown, scrivere in un museo, cercare di non farsi tirar sotto dai taxi e davvero un migliaio di altre cose.

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Una nostalgia strana, una nostalgia che non è esattamente la mancanza di una città o di un luogo desiderati ma piuttosto la voglia di avere cose nuove da fare, di costruire qualcosa di diverso. Ora sono qui, a casa mia, con un sacco di tempo davanti a me e la dispensa stracolma e, probabilmente, il destino voleva proprio dirmi questo: quel “sacco di cose” le puoi fare dappertutto, se vuoi. Una vera illuminazione vittoriosa: Laura vs Autunno 1 – 0.

Intanto, per cominciare, oggi preparo il Pastrami e sandwich per tutti. Divino. Che poi ho sempre pensato che in fondo in fondo l’orgasmo di Sally era vero e Harry non c’entrava proprio niente: era solo e unicamente per il Pastrami.

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Ho finito colazione, riprendo il telefono: “Sì, mamma, tranquilla, grazie. Ma sì, certo che ho ascoltato tutto… Sì, hai ragione, figurati. No no, va tutto bene e no, non torno a casa. Ma ci sentiamo presto. Prestissimo.”

Sandwich Pastrami

Ingredienti
900 g di punta di petto di manzo, pane di segale, salsa alla senape, cetriolini sott’aceto
Per la marinatura: 50 g di sale, 30 g di zucchero di canna, 2 l di acqua, 2 cucchiai di pepe nero in grani, 2 foglie di alloro tritate, 1 spicchio d’aglio tritato, 1 cipolla piccola tritata, 1 bastoncino di cannella tritata, 1 cucchiaio di semi di coriandolo, 1 cucchiaio di semi di senape, 1/2 cucchiaino di peperoncino in polvere, 1/2 cucchiaio di noce moscata in polvere, 1/2 cucchiaino di zenzero in polvere
Per la cottura: 4 cucchiai di pepe nero macinato, 2 cucchiai di semi di coriandolo macinati, 2 cucchiai di aglio in polvere, 1 cucchiaio di semi di senape in polvere, 1/2 cucchiaino di peperoncino in polvere

Preparazione
Prepara prima di tutto le spezie per la marinatura: scalda in una padella piccola e antiaderente il pepe nero in grani, i semi di senape e di coriandolo. Appena tostati pestali in un mortaio fino a ridurli in polvere (se non hai un mortaio puoi utilizzare un macinino) e mescolali insieme alle altre spezie: alloro, aglio e cipolla tritati, cannella spezzettata, peperoncino, noce moscata e zenzero in polvere. In una pentola capiente versa l’acqua con il sale, lo zucchero e le spezie: mescola gli ingredienti in maniera accurata e fai bollire il tutto per qualche minuto. Appena la marinatura sarà raffreddata completamente aggiungi la punta di petto, copri la pentola con della pellicola trasparente e mettila in frigorifero per 1-2 giorni. Al termine della marinatura, togli la carne dal liquido e asciugala molto bene con carta assorbente o con un canovaccio pulito. Ricopri il manzo con le spezie per la cottura mescolate insieme: pepe, coriandolo, aglio, semi di senape e un po’ di peperoncino. Massaggia la superficie della punta di petto con cura, cercando di creare una copertura di spezie compatta e univoca. Se non hai un affumicatore puoi cuocere la carne direttamente nel forno preriscaldato a 220°C: lascia il manzo a rosolare per circa 20 minuti, poi abbassa la temperatura a 150°C, avvolgi la punta di petto con della carta stagnola e lasciala cuocere per circa 4 ore o comunque finché la temperatura interna della carne non avrà raggiunto i 54°C (per controllarla puoi utilizzare un termometro da alimenti). A cottura ultimata togli il Pastrami ancora avvolto nella carta stagnola e lascialo riposare per un paio d’ore a temperatura ambiente, poi mettilo in un sacchetto a chiusura ermetica e posizionalo in frigorifero per qualche ora. Prima di servirlo puoi scaldarlo in forno e rosolarlo qualche minuto con il grill per fargli assumere una bella doratura. A questo punto puoi affettare il Pastrami molto sottile, posizionarlo tra un paio di fette di pane di segale precedentemente spalmate con salsa alla senape, e servire questo ottimo sandwich con i cetriolini sott’aceto.

Abbinamento consigliato: una Brooklyn East India Pale Ale del birrificio più famoso di New York, il Brooklyn Brewery, che con i suoi sentori balsamici, erbacei e resinosi e il gusto amaro e pungente dal finale secco e prolungato è perfetta per contrastare i sapori forti della carne del Pastrami.

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about Laura

Dicono che io sia una foodie esperta, musicofila e librofila, irrimediabilmente affetta dalla sindrome della tuttologia. Se la vita fosse una selezione di categorie, mi collocherei in quella degli "smanettoni". Moderatamente nerd, talvolta mi convinco di essere la reincarnazione di Carême. Abito in Via delle Ortiche 23, primo piano, appartamento a est.

2 comments
  1. barbara @ pane&burro says:

    e chi ci aveva mai pensato a fare il pastrami in casa! geni che non siete altro!!!
    (la cosa buffa è che anche io oggi ho pubblicato un sandwich ispirato da un film.. un film che per altro mi avete fatto scoprire proprio voi del condominio!)
    ora se mi viene la fissa del pastrami sarà tutta colpa vostra, lo sapete vero?
    buon week end!

    • Federica Pasqualetti says:

      Ciao Barbara! Ma grazieee!!! Bellissima coincidenza: il tuo sandwich è fantastico (e anche l’abbinamento: grandi birre quelle di Birradamare!!)! E siamo anche felici che ti sia piaciuto il film, che è davvero geniale. Si, ci assumiamo la responsabilità della “fissa-pastrami” eheh però sappi che anche noi probabilmente passeremo il weekend a mangiar panini cubani! 🙂
      Buon weekend anche a te!!!

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