Nella vita di ogni uomo, o donna, c’è una serie di pochi film (diciamo al massimo 5 o 6) che non è possibile smettere di guardare, nemmeno se incontrati per caso alle 23:15 su un canale che li interrompe ogni sette minuti e mezzo con una dozzina di pubblicità, due televendite e flash news.

spaghetti al pomodoro via delle ortiche 23 01I miei sono: The Goonies, Fight Club, Labyrinth, This Is The End.
Il quinto e ultimo posto, nelle conversazioni, viene sostituito con un più dignitoso The Godfather, ma non è che una bieca menzogna. Il Padrino è sicuramente uno dei film che manderei nello spazio, dentro una capsula della memoria, se la Terra fosse in procinto di estinguersi, ma non è quello che (da quando possiedo nuovamente una televisione) spero di incontrare su Rete 4 di notte mentre do fondo alla scorta di biscotti al cioccolato. Comunque.

Il vero quinto e ultimo posto se lo aggiudica No Reservations. Sì, quello con Catherine Zeta Jones prima che cominciasse a somigliare a un brutto uomo e Aaron Eckhart al massimo del suo splendore, periodo che equivale a: sempre.

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La storia è terribile, non ci sono altri aggettivi per descriverla. Una chef incapace di gestire affetti e relazioni si ritrova a fare da mamma alla nipote, dopo la morte della sorella. La proprietaria del ristorante le affianca Nick, un aiuto cuoco che (guarda tu la fortuna a volte) sembra un fotomodello dedito al volontariato: appassionato di arie d’opera, formidabile con i bambini. Catherine Zeta, davanti a questo macroscopico regalo del destino, fa una faccia un po’ scocciata e poi, circa un’oretta e mezza dopo, accetta svogliatamente l’inevitabile arrivo del lieto fine.

Allora perché guardarlo? Me lo chiedo sempre anch’io. Fino a quando non arriva quella scena in cui, non sapendo cosa fare di questa bambina caduta dal cielo, Catherine se la porta al ristorante. Comincia a preoccuparsi per lei: non mangia da giorni, non ne vuole sapere. Allora Nick cucina un piatto di spaghetti al pomodoro. Spaghetti, pomodoro: la cosa più semplice che ci sia. Si siede sul bancone davanti a lei e comincia a mangiarli con la faccia di uno che ha appena scoperto il sapore del cioccolato. Poi finge di ricordarsi una cosa importante e abbandona il piatto sul bancone, davanti alla bambina che dopo giorni e giorni di sofferente digiuno, finalmente, mangia.

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Tutto qui. Nessuna grande rivelazione, nessuna filosofia. Una bambina che mangia un piatto di spaghetti. Anche se, indubbiamente, quelli sono spaghetti che la dicono lunga sul corso delle cose. Sono spaghetti che insegnano a reagire a tutto quello che la vita mette prepotentemente di traverso. Alle cose che non vanno, alle persone che ci lasciano, alle situazioni che ci fagocitano. E un film può anche avere una cosa sola da dire, l’importante è che la dica guardandoci negli occhi. Perché siamo stati tutti lì, prima o dopo, a chiederci “quando abbiamo preso questa strada?” e “dove ci porterà?”.

Perché siamo, in un certo senso, ancora tutti lì ad aspettarlo, quel piatto di spaghetti.

Spaghetti al pomodoro

Ingredienti
320 g di spaghetti tipo Gragnano, 500 g di passata di pomodoro fatta in casa già condita con basilico, 1 scalogno, 1 spicchio d’aglio, 1/2 carota, 1/2 gambo di sedano, qualche pomodorino ciliegino, olio extravergine d’oliva, Parmigiano Reggiano grattugiato, sale e pepe

Preparazione
Lava, pela e trita lo scalogno, la carota e il gambo di sedano. Lava anche i pomodorini e tagliali a metà. Metti a scaldare a fuoco medio un po’ d’olio in una casseruola antiaderente, poi aggiungi l’aglio schiacciato e non sbucciato e il trito per il soffritto. Appena sarà appassito e leggermente dorato aggiungi la salsa di pomodoro fatta in casa e un pizzico di sale e pepe. Lascia cuocere il sugo per circa 15 minuti. Nel frattempo, in una pentola capiente a parte, fai bollire l’acqua con un po’ di sale e cuoci la pasta. Scola al dente gli spaghetti e, appena il sugo al pomodoro sarà pronto, condiscili facendoli saltare un minuto direttamente in padella e aggiungi una spolverata di Parmigiano grattugiato.

Abbinamento consigliato: gli spaghetti al pomodoro sono una preparazione semplice, ma anche una grande esperienza di gusto, un vero piatto della memoria e per esaltarlo, nelle sue caratteristiche, può essere abbinato a un Frascati Superiore, semplice e diretto, ma anche a un Pinot Bianco dell’Alto Adige, fresco e pulito, oppure a un Verdicchio dei Castelli di Jesi con le sue note vegetali.

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about Emma

Sono una cinefila per vocazione, procrastinatrice professionista, laureata nell'arte di scongelare. Vivo di serie TV e ricordi d'America. Non ho (ancora) imparato a cucinare, ma spesso me ne dimentico. Abito in Via delle Ortiche 23, piano terra, appartamento a ovest.

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