pesche

Non so quando esattamente sia iniziata questa mia voglia di partecipare spiritualmente alle feste americane, ma so con precisione quando è stata la prima volta che mi sono sentita una pazza per averlo fatto. Era il 31 ottobre di cinque anni fa ed ero stata invitata ad una festa tra amici. Senza pensarci troppo mi ero presentata addobbata come la sposa cadavere di Tim Burton, con tanto di pelle blu e tutto il resto e naturalmente (ma è sempre facile, con il senno di poi) non si trattava di una festa in costume.

La parte peggiore della serata non fu tanto l’inspiegabile presenza di due bambini che cercavano di grattarmi via il trucco dalle caviglie, ma piuttosto la Vecchia del primo piano che, nonostante abiti nell’appartamento sopra il mio, ha il talento (sviluppato negli anni) di intercettarmi al ritorno di ogni benedetta giornata no e che quella volta, come ogni volta, non si trattenne: “Halloween? Ma vi dà così tanto fastidio essere italiani?”

Ero così stanca che nemmeno pensai a quanto fosse moderna, nonostante tutto, a conoscere la data della notte delle streghe.

Quando l’anno dopo, a Novembre, non mi riuscì il tacchino decisi di non buttarlo nel bidone condominiale, per evitare ogni eventuale “Ma cosa vuoi festeggiare il Ringraziamento, che (inserire luogo comune a piacimento sullo sterminio degli indiani d’America)”.

Pochi giorni fa, guardando I Segreti di Osage County, ho ripensato a quella sera dopo la festa di Halloween. Non che il film c’entrasse granché, ma c’è quella scena in cui Meryl Streep si lamenta del marito scomparso che ha assunto una cuoca indiana e la figlia (Julia Roberts) le fa notare che chiamarla “indiana” è piuttosto razzista da parte sua, così le due cominciano a discutere sul significato di “nativo americano” e Julia conclude dicendo qualcosa come “sarà anche indiana, ma fa la miglior torta di mele che abbia mai mangiato”.
In cucina, la ragazza raccoglie soltanto l’ultima parte della discussione, soltanto quel complimento sulla sua torta e lascia a terra tutto il resto, tutti i commenti sgradevoli sulla sua storia, che poi forse non è nemmeno così sua come è sua quella torta. E c’è un misto di grazia e ingenuità, in quel piccolissimo momento, che fa pensare a quanto sarebbe più facile la vita se fossimo in grado di raccogliere soltanto il buono e lasciare tutto il resto sul pavimento, sul marciapiede, a coprirsi di polvere, finché non ne rimane traccia. Così.

Quest’anno, per il 4 luglio, ho deciso di evitare il barbecue e, al posto della torta di mele, ho pensato di scendere al compromesso della torta di pesche con gelato, che sicuramente sarà meno americana, ma rischia di essere persino più buona. Ho deciso anche di portarne una fetta all’inquilina del primo piano, ma senza dirle perché.

TORTA PESCHE

Torta di pesche con gelato

Ingredienti
3 pesche gialle mature, gelato alla vaniglia
Per la pasta frolla: 230 g di farina bianca “00”, 150 g di zucchero, 100 g di burro, 1 uovo intero, 1 tuorlo d’uovo, 1 limone biologico non trattato, ½ bustina di lievito
Per la crema: 8 cucchiai di zucchero, 4 cucchiai di farina bianca “00”, 2 tuorli d’uovo, 1 bacca di vaniglia, ½ l di latte intero

Preparazione
Metti la farina su una spianatoia e posiziona al centro lo zucchero, il lievito, le uova e il burro già ammorbidito a fiocchetti. Aggiungi alla fine la buccia grattugiata di un limone e impasta rapidamente, facendo attenzione a non far sciogliere troppo il burro. Forma una palla con l’impasto, coprilo con la pellicola e lascialo riposare in frigorifero per 30 minuti.
Nel frattempo prepara la crema: metti il latte in un pentolino, aggiungi i semi e il baccello di vaniglia e portalo a ebollizione. Spegni il fuoco e lascia la vaniglia in infusione ancora per 5 minuti. In una ciotola a parte, sbatti i tuorli d’uovo con lo zucchero fino a ottenere una crema omogenea e unisci la farina. Togli la bacca di vaniglia dal latte e aggiungi il composto con le uova, accendi il fuoco e mescola la crema con una frusta fino a che non diventa densa e corposa.
Prima di stendere la frolla, lava le pesche e tagliale in spicchi regolari, non troppo spessi. Stendi la pasta sullo stampo da crostata ben imburrato, versaci sopra la crema pasticcera e ricopri la superficie con gli spicchi di pesca, cominciando a decorare i bordi in cerchi concentrici, fino ad arrivare al centro. Metti la crostata nel forno preriscaldato a 180°C per circa 30-35 minuti.
La torta alle pesche è pronta e la puoi servire con gelato alla vaniglia rinfrescante.

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about Emma

Sono una cinefila per vocazione, procrastinatrice professionista, laureata nell'arte di scongelare. Vivo di serie TV e ricordi d'America. Non ho (ancora) imparato a cucinare, ma spesso me ne dimentico. Abito in Via delle Ortiche 23, piano terra, appartamento a ovest.

11 comments
  1. Maria Chiara says:

    …. il racconto è delizioso (mi sarebbe anche piaciuto moltissimo vederti tinta di blu)! proverò la ricetta per verificare che sia deliziosa anche la torta!

  2. valerita says:

    bella la ricetta, belli i piatti e le posate, belle le foto, bello il vestito… ci state abituando troppo bene:)

  3. Maria Chiara says:

    allora: ricetta provata e “abbastanza” gradita (la torta è stata demolita senza pietà in poco più di 24 ore ed eravamo solo in due!).
    ma la cosa più bella è stata che una mia amica, pochi giorni dopo, mi ha regalato una crostata di frutta simile alla tua.
    l’ho portata a casa e mia figlia Arabella NON L’HA MANGIATA!!!!
    dopo il primo assaggino me l’ha mollata sul piatto senza finirla. dice che la mia, cioè la tua, è molto, molto migliore!
    un complimento più sentito, per di più da una golosa simile, non lo potrai mai e poi mai ricevere, te lo dico io!
    quindi: grazie!

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