muffin

Mi sto ancora riprendendo dalle feste pasquali in famiglia e siamo già quasi faccia a faccia con le vacanze estive! Purtroppo quando entri in queste dinamiche è una vera lotta, ad esempio: confessi di avere un piccolo orticello sul balcone e i suoceri, tempo un paio di giorni, hanno già comprato un lotto di 10 acri di fianco alla loro casa pronto per coltivazioni complesse, come gli asparagi, o sperimentazioni sui pomodori neri; prepari un pranzo semplice ma carino per tutti e poi scopri che tua madre ha “noleggiato” Cracco per la serata come cuoco a domicilio.

A tutto ciò aggiungiamo anche un figlio adorabile che, come Terminator, distrugge tutto quello che scova con il suo occhio bionico di bambino. Perciò lo riprendi ma arriva la “nonna” – una grande prestidigitatrice va detto – che, non so come riesca a farlo, riesce a far ricomparire tutti gli oggetti rotti di nuovo interi, chiosando con un “Ma no, dai, hai visto che non è successo niente?”.

Per rilassarmi e preparare una merenda sana penso insistentemente a una torta alle carote, una sorta di catarsi verso l’infanzia: voglio scacciare definitivamente il ricordo anni Ottanta di quelle merendine alle carote che, al primo morso, prosciugavano completamente tutto il palato con relativo effetto collante. La classica merendina scolastica insomma, talmente “sana”, che provocava secchezza delle fauci e afonia per tutta la seconda parte della mattinata dopo l’intervallo, con conseguente calo sistematico della media dei voti.

Per cui la chiave di volta sarà: cioccolato bio (e pure fairtrade che è meglio) in gocciole.
Dosate con attenzione: potreste trovarvi a non riuscire a gestire l’esubero di energia da rinforzo al cacao dei vostri figli, come se già non le avessero di riserva, le ricariche di endorfina.

Ultimo trucco: le monoporzioni ossia tortini che sembrano muffin ma non lo sono. Sono pratiche e hanno un sacco di lati positivi: evitano il problema dell’ansia da prestazione di tagliare le “fette di torta tutte uguali”, si può eludere l’attenzione dei figli dicendogli “ne puoi mangiare solo uno” oppure “hai già mangiato il tuo tortino” oppure il perfido “ne ho fatto solo uno”.

Volendo, se ci sono allergie sospette, la torta alle carote si può preparare anche in versione vegan, senza uova e latte. E il cioccolato aiuta sempre!

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Tortine alle carote, mandorle e cioccolato

Ingredienti
200 g di carote bio, 170 g di zucchero di canna, 170 g di farina di mandorle, 100 g di farina bianca “00”, 100 ml di olio d’oliva, 80 g di gocciole di cioccolato, 50 g di fecola di patate, 3 uova, 1 limone non trattato, 1 baccello di vaniglia, 1 bustina di lievito, cioccolato fuso

Preparazione
Dopo aver lavato e pelato le carote, tritale finemente nel mixer. In una ciotola a parte, monta le uova con lo zucchero fino ad ottenere un impasto liscio e spumoso. Aggiungi al composto le carote tritate e le due farine, setacciate e mescolate insieme alla fecola e al lievito. Aromatizza, poi, con la scorza del limone grattugiato e i semini del baccello di vaniglia. Dopo aver incorporato tutti gli ingredienti, aggiungi nella ciotola l’olio d’oliva e mescola fino ad ottenere un impasto morbido. Unisci, infine, all’impasto le gocce di cioccolato. Usa 10-12 stampini da muffin, posizionando al loro interno dei pirottini di carta e versa al centro di ogni stampino il composto alle carote, lasciando un po’ di spazio nei bordi. Metti i tortini in forno preriscaldato a 180°C per circa 20-25 minuti. Lascia raffreddare i dolcetti e servili con un po’ di cioccolato fuso.

Abbinamento consigliato: un bel tè verde cinese, il Gunpowder, quello con le foglie arrotolate in piccole palline; erbaceo e pungente. Dopo l’infusione le foglie si distendono ed esplodono in tutto il loro aroma leggermente affumicato. Se ti piace, aggiungi un po’ di menta fresca nell’infusione.

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about Lidia

Sono una neo-mamma, ex-carnivora, in rotta di collisione con il mondo bio. In equilibrio precario tra la disciplina Zen di coltivare sul balcone e la tentazione di abbandonarmi al fritto, cerco costantemente conferme da tutti (cane compreso) Abito in Via delle Ortiche 23, primo piano, appartamento a nord.

5 comments
  1. Agnese says:

    Devo provare assolutamente a farli…adotterò la tecnica del ‘ne puoi mangiare solo uno’ con quella sottospecie di golosastro del mio fidanzato….

  2. Suze says:

    Avevo giusto qualche minuto e sono corsa a leggermi il post di Lidia, la mia preferita… Sono in cerca di ispirazione.
    Stupende queste tortine! Purtroppo mio figlio (2 anni) è di gusti difficilissimi persino con i dolci, tipo cioccolato neanche a parlarne (meno male… ne avrà di tempo per ciccia e brufoli…), gelato “no, spifo!”, merendine solo di un tipo… Sembra avere eletto a zona franca solo la pasta. Quella l’assaggia anche in nuove versioni senza troppo sospetto (ma se nel sugo c’è qualcosa di riconoscibile tipo un pisellino lo scarta subito meticolosamente…).
    Idee?
    Ciao ragazze!

    • Federica Pasqualetti says:

      Grazie Suze, sono felice che ti piaccia la ricetta! Anche io da piccola non amavo il cioccolato, cosa completamente risolta :-)… in età adulta! Mmmh pasta su tutti i fronti, dunque, esclusi oggetti “non identificati” nel sugo… la prima e più veloce tecnica, aldilà del classico sugo al pomodoro e ragù macinato fine, è cremizzare tutto: garganelli alla crema di panna, piselli e prosciutto (o se il cubetto di prosciutto gli piace, cremizzare panna e piselli già cotti), sedanini alla crema di ceci, maccheroncini al formaggio (se gli piace il formaggio), orecchiette alla crema di carote insaporite con qualche spezia, spaghettini al sugo rosso col tonno al naturale e olive, volendo un sughetto anche con le zucchine e un pizzico di zafferano… Ci penso ancora e se mi vengono altre idee salvapranzi te le scrivo molto volentieri! A presto!

  3. Suze says:

    Cremizzazione forever. Ci avevo pensato in realtà, ma ancora non ho provato. Metterò in pratica una delle tue dritte! 🙂

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