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Mancano un paio di giorni ad Halloween, ma già da una settimana il mio pianerottolo somiglia al magazzino di un teatro. Finti ragni (grazie al cielo), finte ragnatele (grazie al cielo), ossa e piccole bare finte (sempre grazie al cielo nel caso siano finte, in caso contrario magari darò un giro di telefono alla mia agente immobiliare).

Immagino che, per Emma, Halloween sia una specie di compleanno sotto steroidi, poi da quando il vicino ha cominciato a girarle attorno sembra una radio sintonizzata sulla stazione Euforia. Euforia folk, come se non bastasse.

-Scusa Dani, scusa eh, spero che non ti dia fastidio, faccio una piccola cena a tema venerdì. Niente casino, non preoccuparti.
-No, figurati, nessun problema.
-Sai com’è- dice, sistemando una zucca dall’aria minacciosa accanto allo zerbino -tutto ciò che è americano…
-Irlandese- dico, un attimo prima di pentirmene amaramente.
-Come scusa?
-No, niente.
-No, dimmi.
-Halloween… La zucca… Non è un’usanza americana. È irlandese.
-…
-No, ma comunque poi gli irlandesi che sono andati in America se la sono portata dietro, quindi credo che vada bene comunque.

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Sarà stata la calma indotta dalla lezione di pilates, o lo sguardo deluso negli occhi di Emma, in ogni caso due minuti dopo eravamo sedute in cucina e le stavo parlando di Jack O’Lantern.

Una delle storie che mi raccontava sempre mia nonna quando ero bambina era quella di Stingy Jack: il fabbro che riuscì ad ingannare un paio di volte il Diavolo, prima di venire bandito sia dal Paradiso che dall’Inferno. Non ho mai capito perché Jack si sia messo a fare una gara di furbizia con il Diavolo, ma essendo irlandese direi che aveva buone possibilità di vincere. Non vinse. Al contrario, dopo aver intrappolato l’emblema del male prima in una moneta e poi su un albero, Jack morì e i suoi peccati lo fecero chiudere fuori dal Paradiso. Forse pensava che avrebbe ottenuto un lasciapassare solo per aver intrapreso una crociata contro Satana, ma niente. Quindi andò all’Inferno, dove anche il Diavolo (naturalmente) non lo fece entrare. Così Jack, condannato a vagare per l’eternità, si lamentò del buio e ricevette dal buon vecchio Lucifero un tizzone infernale che mise dentro una rapa e trasformò in una lanterna.

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-Fine?
-Mia nonna la raccontava meglio.
-E la rapa da dove viene?
-Qualcuno dice dai rifiuti, qualcuno dice che se la stava mangiando e qualcun altro che la trovò in giro, visto che a quanto pare l’Irlanda abbondava di rape.

-E la zucca?
-In America, non trovando più rape, gli irlandesi cambiarono il finale della storia. Resta il fatto che alla vigilia di Ognissanti è buona cosa lasciare una lanterna intagliata per spaventare le anime dannate. Anche se ho sempre pensato che fosse piuttosto una sorta di tifo per Jack, come a dire “siamo tutti con te, ragazzo: non mollare”.

Mi accorsi in quel momento che Emma sembrava una bambina, seduta a gambe incrociate con la sua tazza di tè e gli occhi in ascolto. Potevo sentire mille domande che si caricavano nella sua testa, quando squillò il telefono ed ebbe fretta e mi salutò, ringraziandomi un paio di volte per una storia che mi sorpresi di ricordare ancora.

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Stamattina c’era una zucca davanti alla mia porta, aveva l’aria minacciosa e una targhetta di quelle da convegno con scritto a pennarello “Jack”.
Per quella che ero uscita a comprare dovrò trovare un destino diverso.

Vellutata di zucca con cipollotti e patate

Ingredienti
600 g di zucca gialla, 200 g di patate bianche, 4 cipollotti, 1 spicchio d’aglio, brodo vegetale, salvia, noce moscata, cannella, mandorle tostate, zenzero, burro, olio extravergine d’oliva, sale e pepe

Preparazione
Pulisci la zucca e e tagliala a dadini insieme alle patate sbucciate. Pulisci bene i cipollotti e tagliali a rondelle. In una pentola sciogli un po’ di burro, fai rosolare lo spicchio d’aglio e poi stufa i cipollotti a fuoco basso, insieme alla zucca e alle patate. Aggiungi sale, pepe, un pizzico di noce moscata e cannella. Lascia cuocere per circa 30 minuti, aggiungendo un po’ di brodo vegetale. Terminata la cottura, riduci la zucca e le patate in una purea compatta e cremosa con il mixer a immersione, aggiustando il sapore con sale e pepe. Servi in ciotoline di terracotta con un filo d’olio a crudo, qualche mandorla tostata e una fogliolina di salvia. Se ti piace il sapore dello zenzero, puoi aggiungerne un pizzico mentre fai stufare i cipollotti.

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about Daniela

Mi definiscono una salutista seriale. Se dovessi definirmi in tre punti direi: pilates, consigli della nonna, design Ikea. Se potessi aggiungerne un quarto sarebbe l'Irlanda. Abito in Via delle Ortiche 23, primo piano, appartamento a nord.

2 comments
  1. Suze says:

    Stasera a casa mia sul tavolo del giardino dietro è prevista sessione intaglio zucca. Mi tocca. Causa ossessione morbosa del mio tre-enne. Vediamo di esorcizzare la zucca “con gli occhi cattivi” facendola anche noi, vittime di questa “cosa” americana, pardon, irlandese… Mai fatto in vita mia, speriamo di uscirne tutti illesi. Stamattina ho trovato al supermercato il kit “contiene zucca, coltellino, lumino e istruzioni”. A giudicare dalla scatola e dal peso, l’ortaggio pare mastodontico… Peccato che sulla scatola c’è scritto “prodotto non commestibile”… Dolcetti e scherzetti a tutte voi in Via delle Ortiche!

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