Sono sdraiata sul pavimento dell’appartamento di Laura e fisso le pale sul soffitto che girano velocemente ma senza grandi risultati. Sembra proprio la scena iniziale di Apocalypse Now dove Willard è sul letto immerso nei suoi ricordi allucinati; anche il clima sembra quello di Saigon. Umido, afoso, appiccicaticcio.

Laura è in ferie-lavoro e mi ha lasciato in custodia il gatto e la sua preziosa colonia di fermenti lattici produttori di yogurt che cura da tantissimo tempo come se fossero figli suoi. La capisco. Il vero problema è che la produzione di yogurt è esponenziale all’aumento del caldo per cui vi lascio solo immaginare cosa stia succedendo. Questi piccoli esserini, con questi 40° all’ombra, stanno proliferando alla velocità della luce: tutte le ciotole, pentole e tutti i barattoli disponibili sono ormai quasi pieni e loro non smettono mai di riprodursi e di materializzare yogurt cremoso.

yog prima

Vengo nell’appartamento due volte al giorno, al mattino e alla sera, uscendo non vista da casa, mentre Paolo e figlio sopravvivono davanti ai loro otto indispensabili ventilatori, quattro grandi e quattro piccoli. Entro nell’appartamento, accendo le pale, lavo i fermenti lattici sotto l’acqua con delicatezza e li immergo, famelici, nel latte a temperatura ambiente, praticamente caldo. Mentre loro iniziano a trasformarsi io mi sdraio sul pavimento e accarezzo il gatto che, incurante della temperatura tropicale esterna e della sua pelliccia, vuole disperatamente il contatto fisico. Va bene.

Da quella posizione guardo fuori dalla finestra… c’è talmente caldo e umido che si è formata una leggera e infida nebbiolina di vapore. Penso a quando ero piccola e non me ne fregava niente del caldo mentre lo sfidavo correndo in mezzo al sole allo zenit, tagliandolo a metà con i miei piedi nudi e sporchi d’avventura. Penso anche a quando, adolescente, mi vestivo solo di nero e non me ne fregava niente se intorno tutto era in fiamme anche di notte. Io per prima ero in fiamme.

Ma è evidente che sto invecchiando perché riesco a distrarmi anche mentre ricordo delle cose. Voglia di mangiare, voglia di fare una doccia, voglia di bere uno yogurt freddo. Oh, beh quello lo posso fare anche subito: sono sommersa dallo yogurt! Sembra uno scherzo: ricordare come tutto era sfrontatamente intrepido e senza paura nel passato e ritrovarsi a pensare, invece, a quanto oggi, ad esempio, non riesca a sopportare il caldo con la sua nebbia di vapore. “Rammollita”, mi dico, mentre decido di attuare il mio piano per combatterlo.
Cinque cose. Le faccio qui, in questa casa non mia ma di una amica, dove nessuno mi vede.
• Fare un pediluvio in acqua fredda, sale e olio essenziale di lavanda
• Stare completamente al buio
• Stare completamente immobile
• Fare la danza della pioggia
• Cospargersi di crema al mentolo

Poi, mentre tutto filava liscio, un giorno: la tragedia. Dopo il solito rito del pavimento mi rendo conto di aver confuso il latte di mucca con quello di soia. I fermenti? Andati. Suicidati. Non hanno gradito il cambiamento d’atmosfera. Mi sentivo infinitamente in colpa, ovviamente. Ho ricomprato i fermenti, facendomeli inviare da un americano pazzo trovato sul web che ne aveva un allevamento intero super selezionato, tramite una costosissima spedizione via aerea (quella, per intenderci, che se vuoi ti permette di mangiare un mango del Perù raccolto un giorno e mezzo prima) ma sapevo benissimo che non era la stessa cosa. “Manca l’esperienza, la maturità”… la sento già Laura in delirio che me lo sussurra all’orecchio. Così ho scritto una decina di lettere di scuse e ora sto organizzando una fuga in Cambogia. Le avventure ritornano sempre, basta volerlo.

yog seconda

“È privilegio della prima gioventù vivere d’anticipo sul tempo a venire, in un flusso ininterrotto di belle speranze che non conosce soste o attimi di riflessione.”
Cuore di tenebra, Joseph Conrad

Yogurt fatto in casa con lamponi, miele e polline

Ingredienti
1 vasetto di yogurt intero, 1 l di latte fresco intero, lamponi, miele (millefiori o di lavanda), polline

Preparazione
Se non vuoi utilizzare i fermenti lattici vivi perché troppo impegnativi da gestire, puoi preparare un ottimo yogurt anche senza fermenti o yogurtiera. Ti devi procurare solamente: una pentola in acciaio, un contenitore di vetro per alimenti con chiusura ermetica, un colino e una coperta. Fai bollire il latte nella pentola: dovrai raggiungere una temperatura di almeno 38-40°C. Appena sarà diventato tiepido prendi il contenitore per alimenti e versaci dentro un paio di cucchiai di yogurt intero e, filtrando con il colino, aggiungi il latte poco alla volta, continuando a mescolare accuratamente e senza formare grumi.
Chiudi ermeticamente il contenitore e avvolgilo nella coperta. Puoi anche riporlo semplicemente in un luogo caldo e lontano da correnti d’aria o nel forno, tiepido, a bassissima temperatura (35-40°C). Lascia riposare il contenitore dalle 6 alle 8 ore, controllando, dopo la sesta ora, la sua consistenza. Appena lo yogurt risulterà cremoso e non particolarmente liquido riponilo in frigorifero e lascialo raffreddare molto bene. Puoi gustarlo fresco con lamponi appena raccolti, un po’ di miele e qualche granello di polline: non solo ti aiuterà a combattere il caldo con la sua freschezza, ma anche a reintegrare vitamine, sali minerali ed energia.

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about Lidia

Sono una neo-mamma, ex-carnivora, in rotta di collisione con il mondo bio. In equilibrio precario tra la disciplina Zen di coltivare sul balcone e la tentazione di abbandonarmi al fritto, cerco costantemente conferme da tutti (cane compreso) Abito in Via delle Ortiche 23, primo piano, appartamento a nord.

2 comments
  1. Marta e Mimma says:

    mie care ragazze di via delle ortiche, io mi scopro sempre più innamorata di voi. e questa è cosa grave e catastrofica, perché significa passare giornate intere sfogliando, ammirando e cliccando ad intermittenza tra tutte le categorie del settore ricette, per poi concentrarmi di nuovo su di voi e poi tornare, ancora una volta, a foto e ricette! Sullo yogurt non c’è che dire, è il protagonista delle mie colazioni quotidiane, ma mi sono sempre affidata a quello che trovo sui banconi del bio che così è buono che non mi è mai passato per la testa di rinunciarci per farlo in casa (proprio io che in casa faccio tutto…). il vero problema è che ora ho voglia di prepararlo, lo yogurt. Senza fermenti, sia mai che avvenga anche qui un suicidio di massa!

    • Federica Pasqualetti says:

      Ma grazieeee! Siamo felicissime che il nostro blog ti piaccia sempre di più 🙂 e che ti faccia venir voglia di provare nuove ricette e nuove idee! Facci sapere com’è andata con lo yogurt fatto in casa eh, mi raccomando! Un abbraccio!

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