Sicuramente è una bella canzone, quella che Emma sta ascoltando da almeno una settimana. La prima volta che ha alzato un po’ troppo il volume avrei voluto dire qualcosa, ma né io né (tantomeno) il Vicino ne abbiamo avuto il coraggio. Quella che credo aver capito essere una rottura definitiva tra inquilini dello stesso pianerottolo è stata sottolineata da una ballata country in loop, da porte che si aprono al rallentatore e da lamenti notturni nella settimana più gioiosa dell’anno: la settimana di San Patrizio. Non c’è niente che mi piaccia festeggiare: detesto i compleanni, abolirei senza possibilità di appello gli addii al nubilato e non smanio particolarmente in prossimità del Natale, ma non rinuncerei per niente al mondo a vestirmi di verde il 17 marzo.

prima

Il 17 marzo 2015 alle otto meno venti del mattino, Emma bussa alla mia porta con gli occhi gonfi dal pianto.
-Dani, sei a casa? Ti va di fare colazione insieme?
Sono a casa. I miei colleghi sanno che lavoro senza problemi il primo maggio, il venticinque aprile e il primo gennaio, ma non c’è possibilità che io raggiunga lo studio nel giorno di San Patrizio. Mi va di fare colazione insieme a Emma, perché è il giorno più bello dell’anno e mi sento più buona.
-Sicura di stare bene?- le chiedo.
-Non proprio, mi sento stanca. Non ho dormito molto- dice, poi aggiunge: -Sei molto… Verde.

1

Le racconto di un paese nell’Irlanda del sud in cui ho passato ogni estate da quando avevo pochi anni e della casa della nonna, della stanza che occupavo per mesi interi e che durante l’inverno, quando la casa si trasformava in un bed & breakfast, raccoglieva coppie e studenti e famiglie. Le racconto dell’unica strada che parte da quella casa e arriva all’unico pub. Una strada che di notte, quando il cielo è senza stelle, non si riesce a percorrere senza una torcia. Le descrivo gli occhi di mia nonna, quando torna a Castlebridge dopo esserne stata a lungo lontana, le descrivo i miei occhi.
Quella -le dico- è casa. Anche se è così lontana da casa.

2

Quando Emma mi saluta e torna nel suo appartamento, ho come l’impressione che non abbia più voglia di piangere. Non mi stupisce: l’Irlanda fa questo effetto.
Verso le sei del pomeriggio, però, sono io a sentirmi senza forze. Emma mi manda un sms. Dice: Dani, oddio, secondo me ho l’influenza.
Molto bene. Mi guardo allo specchio e di verde adesso c’è soprattutto la mia faccia.

penultima

Non resta molto da fare, dunque, se non accettare che l’unico festeggiamento possibile sia una zuppa, possibilmente verde, da dividere con un’amica. E possa la strada venirci incontro e il vento essere sempre alle nostre spalle.

Zuppa di farro primavera con piselli, fave, asparagi e zafferano

Ingredienti
200 g di asparagi, 160 g di farro, 50 g di piselli sgranati, 50 g di fave fresche sgranate, 2 scalogni, 1 l di brodo vegetale, 1 bustina di zafferano, peperoncino intero fresco, Pecorino Romano DOP, prezzemolo, vino bianco secco, olio extravergine d’oliva, sale e pepe

Preparazione
Lava accuratamente gli asparagi sotto l’acqua corrente, rimuovi la parte bianca dei gambi e raschiali con un coltello non troppo affilato facendo molta attenzione a non toccare le punte. Tagliali a fettine dello spessore di mezzo centimetro. Nel frattempo scalda il brodo in una pentola. In una casseruola a parte, fai scaldare l’olio e metti gli scalogni, tritati finemente, a soffriggere finché non saranno appassiti. Aggiungi il farro e, continuando a mescolare, lascialo tostare qualche minuto. Sfuma con un po’ di vino bianco e lascia cuocere il tutto a fuoco medio, mescolando spesso fino a quando il vino non sarà stato assorbito. A questo punto inizia ad aggiungere il brodo caldo: un mestolo alla volta, continuando a mescolare il farro, man mano che si assorbe. Lascialo cuocere per circa 20 minuti. Nel frattempo fai saltare in una casseruola con un po’ d’olio a fiamma vivace i piselli, gli asparagi e le fave, insieme a un cucchiaio di prezzemolo tritato e qualche pezzetto di peperoncino. Aggiungi un mestolo di brodo, un pizzico di sale, una macinata di pepe e lascia cuocere le verdure chiudendo la pentola con il coperchio per 10 minuti a fiamma media. Appena pronto aggiungi le verdure verdi al farro e lascia cuocere altri 5 minuti: ricorda che i chicchi dovranno rimanere croccanti perciò è meglio lasciarli un po’ al dente. Aggiungi un pizzico di sale, se necessario, e unisci lo zafferano sciolto in un cucchiaio di brodo tiepido. Servi la zuppa di farro in ciotole individuali, con un po’ di prezzemolo tritato fresco e un filo d’olio a crudo, Pecorino Romano grattugiato, pepe nero e qualche crostino di pane abbrustolito.

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about Daniela

Mi definiscono una salutista seriale. Se dovessi definirmi in tre punti direi: pilates, consigli della nonna, design Ikea. Se potessi aggiungerne un quarto sarebbe l'Irlanda. Abito in Via delle Ortiche 23, primo piano, appartamento a nord.

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